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Bari, neonato abbandonato in una termoculla fuori la chiesa: si cercano i genitori

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Ritrovato, questa mattina, un neonato abbandonato in una termoculla davanti alla chiesa di San Giovanni Battista, a Bari.

neonato abbandonato

Il neonato, di cui ancora non si conosce l’età precisa, è stato abbandonato nella termoculla messa a disposizione dal parroco all’ingresso della chiesa.

Neonato abbandonato davanti alla Chiesa

Grande stupore, questa mattina, all’ingresso della chiesa di San Giovanni Battista nel quartiere Poggiofranco di Bari. Come riferisce anche Fanpage, a fare la scoperta è stato il parroco che questa mattina, all’ingresso dell’edificio, ha visto il neonato abbandonato.

Il piccolo, di cui ancora non si conosce l’età precisa, è stato posto nella termoculla messa a disposizione dalla chiesa di Poggiofranco. La termoculla è dotata di sensori, a loro volta collegati direttamente ad un allarme.

Quando si abbandona un neonato, scatta l’allarme. Il primo ad intervenire è stato quindi il parroco, che ha poi allertato i soccorsi e le forze dell’ordine.

Il neonato si trova al Policlinico di Bari, dove è ora ricoverato nel reparto di neonatologia. Le sue condizioni sono buone ed il neonato non è in pericolo di vita.

Sull’episodio indagano ora i militari della stazione di Poggiofranco, che stanno cercando i genitori del neonato.

La storia del piccolo Giovannino

Alla fine dello scorso anno, un altro episodio del genere aveva commosso l’Italia. 

Il piccolo Giovannino, affetto dall’Ittiosi di Arlecchino, era stato abbandonato dai genitori all’ospedale Sant’Anna di Torino.

La patologia di cui era affetto Giovannino è una malattia molto complessa. La pelle è talmente delicata da impedirne l’esposizione al sole. Il nome viene dalle numerose falde in cui si spacca l’epidermide, che ricordano proprio quelle caratteristiche della maschera di Arlecchino.

Per il piccolo partì una vera e propria gara di solidarietà, che vide centinaia di richieste giungere all’ospedale di Torino per chiederne l’adozione.

“Un’esplosione di telefonate”, così il direttore dell’ospedale descrisse quanto avvenne nelle ore seguenti alla notizia dell’abbandono.

Le aspettative di vita per chi nasce con questa patologia sono di poche settimane di vita.