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Cremazioni in tilt, bare in fila nel deposito di Prima Porta: sono oltre 1.000

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Una lunga fila di bare attendono di essere cremate a Roma, nel deposito di Prima Porta. I carri funebri incolonnati sono 1.100 unità.

Carri funebri sulla collina di Prima Porta.

Salme in attesa

La pandemia sembra non voler risparmiare neanche ai defunti l’oltraggio di una attesa perché si ponga fine alla vita terrena in modo decoroso.

Di fatto a Roma l’immagine di una lunga fila di bare che aspettano il proprio turno di essere cremate desta sconforto.

Come riferito dal Messaggero, sono arrivate addirittura a toccare le 1.100 unità.

Incolonnate lungo la collina di Prima Porta, le bare con i parenti dei defunti devono attendere che arrivi il personale addetto ai servizi cimiteriali per rilasciare i documenti e infine il defunto.

Tuttavia le salme dovranno ancora restare in attesa, immagazzinate come pacchi in un grande deposito dell’edificio.

Una incredibile quantità di casse mortuali stanno riempendo ogni spazio utile dell’edificio di cemento, non solo all’interno, ma anche al di fuori sul piazzale nel retro dell’edificio.

La camera mortuaria principale di Prima Porta, vicina agli uffici del camposanto, è piena anch’essa, cosi come lo è il capannone vicino agli uffici cimiteriali. Casse ovunque.

Fiori, corone e parenti addolorati

Il personale di una un’agenzia funebre romana ha ammesso con sgomento:

“In trent’anni mai vista una situazione del genere”.

E a conferma dell’eccezionalità del momento confessa che per i parenti servirà ancora un mese di attesa prima di poter dare riposo alle spoglie mortali del congiunto.

Tra ottobre e novembre la municipalizzata che gestisce i cimiteri romani affermava vi fosse un aumento dei decessi, se si paragona il periodo allo scorso anno.

Si parla del 65%, per il crematorio, vuol dire che si è passati da circa 70 salme incenerite ogni giorno, ad almeno le 130 attuali.

Il Covid ha sicuramente giocato un ruolo destabilizzante, ma è sempre più presente una maggiore sensibilità verso la pratica della cremazione.

A complicare il tutto tempo fa il malfunzionamento del sesto forno aveva peggiorato le cose, anche se poi il guasto era stato riparato.

Si cerca di affrontare la nuova emergenza, predisponendo un incremento delle celle frigorifere e attivando due nuove linee crematorie al cimitero Laurentino.