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Azzolina: non ci sono rischi a scuola se si limitano le attività esterne dei ragazzi

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La ministra Azzolina continua a sostenere fortemente che le scuole devono rimanere aperte. I rischi si possono arginare limitando le attività al di fuori della scuola dei ragazzi.

Azzolina

Se pure dovessero arrivare restrizioni ulteriori, per la ministra Azzolina le scuole devono rimanere aperte.

Il nodo scuola

Nonostante i pareri contrari di molti elementi del comitato tecnico scientifico, la ministra Azzolina sostiene fermamente che le lezioni (almeno ei bimbi più piccoli) devono essere in presenza. Come riporta Fanpage, la ministra ha affermato:

“Anche se dovessero esserci ulteriori restrizioni: più si limitano le attività fuori della scuola, più si abbassa il rischio dentro la scuola. Perché dentro la scuola ormai lo riconoscono tutti che le regole ci sono”.

Lucia Azzolina ha motivato il suo appello sostenendo che, soltanto il 3,5% dei focolai totali nella Penisola è stato causato dalla scuola. Dei dati, a sua detta, che sono molto positivi rispetto a quelli di altri paesi europei.

I problemi con il tracciamento dei positivi

Non ha negato, però, che effettivamente, ci sono numerose difficoltà con il tracciamento. La ministra ha affermato che, diversi presidi, l’hanno contattata per dirle che, nel momento in cui c’è stato un positivo a scuola, i protocolli di sicurezza hanno funzionato ma non il tracciamento. Per questo, non ha mancato di puntare il dito contro le Asl che, al momento, sono in affanno.

Un altro modo per poter continuare a far andare i ragazzi in sicurezza, sarebbero i test rapidi. Questi aiuterebbero ad evitare la quarantena ad intere classi. Lei personalmente li sta chiedendo da metà agosto ma, ad oggi, non sono arrivati.

Rispetto a maggio, quando il ministero decise di non riaprire le scuole per precauzione, oggi gli istituti scolastici sanno cosa fare e i protocolli da rispettare.

Lasciare aperte le scuole potrebbe essere anche un modo per evitare un disastro psicologico nei ragazzi. Inoltre, limiterebbe la dispersione scolastica, soprattutto nel Sud del paese.