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Autostrade: pronto il piano di F2i per assumere il controllo

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Autostrade, piano del fondo F2i e gli investitori

È pronto il piano del fondo F2i per assumere il controllo di Autostrade per l’Italia e ha già ottenuto gli impegni di investitori istituzionali italiani per finanziare l’operazione.

Dovrebbe associarsi separatamente anche Cdp come investitore e “garante” pubblico dei maxi investimenti da sostenere nei prossimi anni.

È quanto messo in evidenza dal tavolo degli advisor finanziari e legali che hanno avviato una trattativa con i consulenti di Atlantia, controllata al 30% dalla Edizione della famiglia Benetton, per rilevare la maggioranza del suo 88% di Aspi.

È stato definito anche lo schema degli investitori (Cariplo, Cassa Forense (avvocati), Enpam (medici), Inarcassa (architetti) e Cassa Geometri) che, hanno dato disponibilità a iniettare nuove risorse.

Affinchè l’operazione entri nella fase operativa serve che Atlantia-Aspi trovino un’intesa con il Governo entro il 30 giugno sul mantenimento della concessione autostradale.

L’alternativa potrebbe essere quella di costruire il fondo di private equity Macquarie.

Autostrade, nessuna cessione della quota Benetton?

Sembra venire meno l’ipotesi di una probabile cessione del 30% di Atlantia che fa capo alla famiglia Benetton.

Il passaggio del controllo avrebbe dovuto riguardare meno del 25% del capitale ed escludere dall’operazione il resto degli investitori.

Proprio la holding della famiglia Benetton era pronta a fare un passo indietro per meglio rispondere a una logica industriale e per creare valore a tutti gli stakeholders.

Autostrade, cosa accadrà in vista del 30 giugno?

Entro il 30 giugno Atlantia e Aspi dovranno trovare un accordo con il Governo italiano sul mantenimento della concessione autostradale in capo ad Aspi.

Nel caso in cui non si giungesse ad un accordo entro il 30 giugno, Aspi chiederebbe la risoluzione del contratto ed avvierebbe una litigation legale.

Nel caso di revoca dell’accordo andrebbero rimessi a gara tutti i lavori straordinari e di sviluppo (oltre 10 miliardi) che Aspi ha programmato.

La scadenza del 30 giugno si sta avvicinando ed è necessario che qualcuno si assuma la responsabilità politica di prendere una decisione definitiva.