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Attentato in Nuova Zelanda, la beffa di Brenton Tarrant: sorrisi e gesti ai giornalisti

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Brenton Tarrant, uno dei colpevoli dell’attentato in Nuova Zelanda è comparso in Tribunale tra sorrisi compiaciuti e gesti estremi. Ecco tutti i dettagli

Attentato in Nuova Zelanda, la beffa di Brenton Tarrant: sorrisi e gesti ai giornalisti

Brenton Tarrant è l’australiano accusato di omicidio per l’attentato in Nuova Zelanda che ha ucciso e ferito le persone all’interno delle Moschee. Quello che più ha sconvolto è il suo essere così pacifico e ammiccante, durante la sua apparizione in Tribunale.

L’attentato in Nuova Zelanda

Brenton Tarrant, 28 anni – qui vi diciamo chi è –  si è ispirato a tutti i più famosi suprematisti dei nostri tempi e ha escogitato tutti nei minimi dettagli. Si è raccontato su Facebook e poi grazie ad una telecamera posizionata sul caschetto – un po’ come fosse uno dei videogames più conosciuti – scende dall’auto, impugna il suo fucile e inizia la sua diretta sul social Facebook.

Nessuno si sarebbe mai immaginato quali fossero le sue reali intenzioni, sino a quanto non ha sparato brutalmente alle prime due persone che si trovavano all’entra della Moschea di Christchurch in Nuova Zelanda. Terrent è poi entrato al suo interno e ha sparato su tutti i corpi che trovava in movimento, per poi dare il colpo finale anche a chi si trovava già per terra senza vita.

E’ poi uscito correndo, sparando più volte anche ad un passante che stava scappando, per mettersi in salvo da questo killer senza scrupoli.

Un video che ha fatto il giro del mondo, seppur rimosso dalla Polizia che ha invitato i cittadini a non fargli pubblicità gratuita.

La beffa di Terrent

Brenton Tarrant si è presentato al tribunale distrettuale, in abiti bianchi – ammanettato e piedi nudi. Nessuna paura ma solo un sogghigno compiaciuto davanti ai fotografi e giornalisti nonché un saluto suprematista fatto con la mano.

Per ora è stato rinviato in custodia cautelare al 5 aprile, dove verrà condannato per omicidio. Ora le attenzioni vanno sui suoi complici e sulla paura che possano commettere altri attentati.