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Attentato a Nizza, lo strano percorso dell’attentatore: da Lampedusa alla Francia

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Emergono tutti i passi che l’attentatore avrebbe compiuto prima del terribile attentato a Nizza da Lampedusa sino in Francia.

Attentato a Nizza, lo strano percorso dell'attentatore: da Lampedusa alla Francia

Dopo l’attentato di Nizza è stato ricostruito tutto il percorso dell’attentatore che lascia non pochi dubbi sui suoi spostamenti.

L’analisi della polizia francese

Dopo un mese da quel tragico atto davanti alla Cattedrale di Notre Dame ci sono nuove informazioni riguardo al killer. L’uomo ha ucciso tre persone con un coltello prima di essere stato fermato dai poliziotti che lo hanno ferito.

Nonostante le indagini, il mistero sul perché il ragazzo di origini tunisine abbia agito in tal modo e da solo sono ancora da comprendere: ci sono complici o fa parte di una rete organizzata di sostenitori?

I dubbi crescono ma la polizia francese continua le sue indagini, anche se secondo una prima ricostruzione sembra proprio che l’attentatore abbia agito in base alla sua ideologia integralista islamica. Lo pensano anche dopo aver trovato messaggi e foto sul suo cellulare e con la frase Allahu Akbar ripetuta durante il suo terribile gesto e sulla barella, dopo essere stato ferito dalla polizia.

Ma c’è anche una inchiesta italiana che sta cercando di far luce sull’azione stessa, ripercorrendo lo strano viaggio dell’uomo dal nostro Paese sino in Francia.

Gli spostamenti dell’attentatore

I passi dell’attentatore vengono ricostruiti man mano, infatti sbarca a Lampedusa il 20 settembre da un barcone. Riesce ad avere un passaggio grazie ad un baratto e la sua offerta di carburante per quella imbarcazione.

I suoi giorni di quarantena li passa sulla nave da crociera Rhapsody a Bari e, secondo le testimonianze e come riporta Fanpage, per tutto il tempo l’uomo ha dichiarato di voler andare in Francia dai suoi parenti. A Nizza però arriva solo due giorni prima dell’attentato e ci sono molte incongruenze nel suo viaggio da Bari, riscendendo in Sicilia – e non al Nord – restando lì per alcuni giorni e lavorando in alcuni campi di olive.