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Ascoli Piceno, ex collaboratore di giustizia ucciso in strada: ha fatto il nome del suo assassino

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Grida terrificanti nel cuore della notte hanno lacerano la quiete della città.

Ascoli Piceno Franco Lettieri accoltellato

Lontano dalla propria terra natia per rifarsi una vita, la vittima ha trovato la morte ieri notte, ma prima ha fornito le informazioni sul suo aggressore.

Aggressione in pieno centro

La tranquillità del capoluogo marchigiano è stata scossa dal violento accoltellamento avvenuto nella serata di ieri, venerdì 15 gennaio, nel centro storico della città.

Un litigio tra due uomini è culminato nel sangue, con l’aggressione dell’uno nei confronti dell’altro. L’accaduto si è verificato per le antiche viuzze cittadine intorno alle 22.00.

L’arma utilizzata è un coltello, infilzato ripetutamente nel corpo del malcapitato. La vittima, Franco Lettieri, è spirata poco dopo. Ma prima ha avuto modo di lasciare la sua testimonianza ai soccorritori, permettendo agli inquirenti di mettersi sulle tracce dell’assassino tempestivamente.

I residenti hanno chiamato il 118. Il personale sanitario è giunto nell’angusta via Solderini, dove la vittima ferita era accasciata; si era trascinata lì da Rua delle Stelle, luogo del misfatto.

Tra le ferite riportate, letale è stata quella all’arteria femorale. L’accertamento dell’avvenuto decesso ha lasciato sgomenta la cittadinanza.

I carabinieri hanno aperto le indagini per omicidio volontario. L’autopsia sarà eseguita la prossima settimana.

L’omicida

L’assassino, secondo la parole della sua vittima, sarebbe un uomo romeno, anch’egli residente da tempo nel capoluogo con la famiglia. Tra i due non vi erano apparenti dissapori, ma l’aggressore ne aveva avuto con un parente dell’aggredito. Nella notte tra ieri e oggi, è stato condotto nella caserma del comando provinciale dei carabinieri.

L’identità della vittima

Franco Lettieri, 56 anni e originario di Salerno, da tempo era residente ad Ascoli Piceno ed era molto conosciuto in zona. Durante le sue uscite a bordo di monopattino o bicicletta, amava fermarsi e parlare con i suoi concittadini.

Inoltre Franco alias “O’ Cacaglio“, il soprannome con il quale era conosciuto, era un ex-collaboratore di giustizia.

Era stato coinvolto in alcuni fatti connessi alla criminalità organizzata per cui aveva ricevuto una condanna per associazione a delinquere. In seguito alla sua collaborazione con le forze dell’ordine, aveva vissuto un periodo sotto protezione, che poi gli era stata tolta.

Ricevette una somma di denaro che gli ha permesso di vivere in un posto più sicuro.

Così aveva scelto Ascoli Piceno per ricominciare, per rifarsi una vita, ma anche questa seconda vita è stata sradicata, stavolta senza possibilità di rimettere radici.