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Anaffettivo, come riconoscere le persone che non sanno amare

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Persone anaffettive come riconoscerle e quali sono le caratteristiche del disturbo?

L’anaffettivo lo riconosci da lontano, ha un esagerata attenzione verso se stesso ed è incapace di accettare critiche e/o di essere autoironico.

Anaffettivo, chi ama apparentemente  tanto se stesso

Una persone anaffettiva non prova né esprime i propri sentimenti, per cui risulta freddo, distaccato e distante.

Qualunque tipo di relazione d’amore o d’amicizia implica il contatto con un altro individuo. Ma egli è incapace di esprimere e soprattutto manifestare le sue emozioni e ne rimane intrappolato.

Questo è problema dei soggetti che non riescono a lasciarsi andare e ad aprirsi agli altri e di conseguenza nemmeno a stringere legami.

E  il caso delle persone anaffettive, che sembrano non mostrare i loro sentimenti e non lasciarsi coinvolgere da quelli altrui.

Lo psichiatra Paolo Crepet ci illumina sulle caratteristiche dell’uomo anaffettivo ovvero l’impossibilità di questo soggetto a gestire l’emozioni che prova.

Esso è spaventato dai suoi sentimenti al punto che non appena ne individua i sintomi tende a ritirarsi e a chiudersi in un suo mondo.

Un moto di difesa che si realizza non appena tali emozioni scompaiono e una sorte di freddezza generale.

L’uomo anaffettivo è razionale ed e spaventato dalle sue emozioni per questo si chiude a riccio non appena si presentano.

Grazie alla componente logica e razionale ha la sensazione di riuscire a controllare la propria vita e i rapporti con gli altri.

Può capitare che riversi sul lavoro e sugli impegni gran parte delle sue energie.

Per il dottor Paolo Crepet l’uomo anaffettivo lo sarà per sempre, difficilmente si può pensare di cambiarlo.

E’ un uomo che per cause non semplici da far emergere, cresce e modifica le sue percezioni per evitare di convivere con le sue stesse emozioni e con i sentimenti.

Per questo sono inutili i tentativi di cambiamento che molte donne mettono in atto con strategie di iperaccudimento, trasformandosi in una sorte di seconda madre.