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Alto Adige, scatta il lockdown: negozi e ristoranti chiusi

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Scatta il lockdown in Ato Adige con nuove ordinanze e locali chiusi al pubblico, come da decisione del governatore.

Alto Adige, scatta il lockdown: negozi e ristoranti chiusi

In Alto Adige non si aspetta un nuovo Dpcm e si va in lockdown così da evitare il propagarsi dei contagi. Ecco cosa ha deciso il Governatore.

Lockdown imposto dal Governatore Kompatscher

In un martedì dove tutti gli italiani attendono di sapere se ci sarà un nuovo Dpcm e le misure restrittive da attivare nell’immediato, in questa Regione si è deciso per il lockdown.

Il Governatore Kompatscher ha annunciato che tutto il territorio altotesino subirà una chiusura pari a tre settimane a partire dalla mezzanotte di mercoledì, mantenendo lo stile che è stato già deciso in Austria pochi giorni fa.

Non solo, perché è stato istituito un coprifuoco dalle ore 20 sino alle ore 5 del mattino. Tutti gli esercizi come bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie dovranno restare chiusi ma fino alle ore 20 sarà possibile effettuare l’asporto su prenotazione.

I negozi che potranno rimanere aperti sono alimentari, generi di prima necessità, tabacchini, edicole e naturalmente farmacie. Questi sono solo alcuni dei provvedimenti portati all’attivo dalla giunta provinciale.

La situazione in Alto Adige

Nelle ultime 24 ore si sono stimati 2.279 tamponi da parte dei laboratori dell’Azienda Sanitaria. Sempre in queste ore sono stati registrati 437 casi positivi e 4 persone decedute.

I pazienti che sono stati ricoverati per il Covid 19 sono ad oggi 223 all’interno degli ospedali mentre 70 sono presso le strutture private con 84 in isolamento. La terapia intensiva ad oggi conta 24 persone.

Per questo motivo dalla mezzanotte di oggi sino al 22 novembre tutti i cittadini sono chiamati a rispettare l’ordinanza del Governatore. Per quanto riguarda la scuola le superiori e l’Università si dovranno adeguare alla didattica a distanza, così da dimezzare l’utilizzo degli autobus del 50%. Per gli alberghi invece vige l’obbligo di ospitare clienti per motivi professionali ma non turisti.