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Allevamenti intensivi: aumentano l’emissione di metano

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Gli allevamenti intensivi fanno aumentare in maniera vertiginosa le emissioni di metano, che potrebbero far aumentare le temperature di 4°C.

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Gli allevamenti intensivi fanno crescere in maniera esponenziale le emissioni di gas metano. A lanciare l’allarme è stato un nuovo studio internazionale. Se la pandemia ha temporaneamente ridotto le emissioni di anidride carbonica, quelle di metano invece continuano ad aumentare. Possiamo leggere lo studio su Environmental Research Letters. E la maggior quantità di emissioni arriva dalle discariche, miniere di carbone, produzione di petrolio e gas naturale, allevamento di bovini e ovini e alle discariche.

Le conseguenze della crescita delle emissioni

Si stima che entro il 2100 potremo avere un aumento di 3 o 4 gradi. Questo come ben sappiamo porterà delle conseguenze nefaste. Le principali fonti di metano sono l’allevamento ed i combustibili fossili. Gli ultimi dati a disposizione sono del 2017. L’atmosfera è stata in grado di assorbire quasi 600 milioni di tonnellate di metano nell’arco di 100 anni. L’aumento delle emissioni sono del 9% annue a partire dal 2000.

È l’equivalente di aumentare di 350 milioni di auto sulle strade a livello mondiale, oppure di raddoppiare le emissioni totali di Germania o Francia. L’allevamento di bovini e combustibili fossili, sono i due motori che fanno crescere le emissioni di metallo. Secondo quanto detto dallo scienziato Rob Jackson della Stanford University:

“Le emissioni di bovini e altri ruminanti sono grandi quasi quanto quelle dell’industria dei combustibili fossili per il metano.”

Ovviamente si tratta di stime e rilevamenti fatti dai sensori dei satelliti. Durante tutto il periodo dello studio queste due fonti hanno contribuito all’incremento delle emissioni di metano dall’inizio degli anni 2000. Le emissioni di metano sono aumentate maggiormente in Africa e in Medio Oriente, Cina, Asia meridionale e Oceania. Ogni zona citata è aumentata di 10-15 milioni di tonnellate annue, mentre negli USA si ha avuto un aumento di 4,5 milioni di tonnellate, a causa dell’aumento della maggiore perforazione e quindi uso del gas naturale.

“L’uso di gas naturale sta aumentando rapidamente qui negli Stati Uniti e nel mondo. Sta compensando il carbone nel settore elettrico e riducendo le emissioni di anidride carbonica, ma aumentando le emissioni di metano in quel settore”.

Mentre in Europa le emissioni di metano sono in calo negli ultimi 20 anni. Si è ridotta la produzione dal settore della chimico e quelli delle coltivazioni perché divenute più efficienti.