Home News Allarme Mauritius il rischio è un’ “Ecatombe di specie protette”

Allarme Mauritius il rischio è un’ “Ecatombe di specie protette”

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Greenpeace e il WWF criticano gli interventi tardivi e con mezzi rudimentali messi in atto dagli abitanti disperati e si teme un disastro per l’ecosistema.

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Sin da quando il cargo giapponese MV Wakashio si è incagliato, gli ambientalisti si dicono preoccupati. Ora dopo che si è spezzato si è certi che i danni all’ecosistema unico delle isole Mauritius potrebbero essere irreversibili o nella migliore delle ipotesi potrebbero durare decenni.

Il fragile ecosistema delle isole Mauritius

Greenpeace e WWF cercano di spiegare la situazione che è decisamente grave. Secondo Alessandro Giannì, responsabile delle campagne di Greenpeace Italia, si sta mettendo a rischio un ecosistema molto fragile e unico.

A rischio sono la barriera corallina che può sbiancarsi e morire. Altri problemi arriveranno per la riproduzione di tartarughe, di uccelli e altri animali. In pericolo è un ambiente ricco di biodiversità e protetto dalla convenzione di Ramsar cioè le paludi con mangrovie. Vivono molte specie protette tipiche dell’arcipelago come rettili e uccelli.

Un incidente evitabile?

Forse l’incidente poteva essere evitato. Si tratta di una rotta molto, forse troppo battuta secondo una denuncia del WWF. Isabella Pratesi, direttore del programma di conservazione Wwf ha detto che solo nel mese di luglio sono passate oltre duemila navi.

Tutte le navi avevano un carico di carburante tossico.

“Ci sono poca attenzione e scarso controllo verso la protezione di questi ambienti marini così importanti.”

Pratesi ha proseguito dicendo che attualmente abbiamo perso il 50% delle barriere coralline in tutto il mondo a causa del riscaldamento degli oceani. Incidenti di questo genere non fanno che peggiorare questo fenomeno.

Si ipotizza che causa dell’incidente sia stata una cartografia non fedele, che segnalava in modo errato la presenza di scogliere, un danno meccanico o il più classico errore umano.

Delle 4.000 tonnellate di carburante a bordo, 3.800 sarebbero di tipo pesante e la restate parte di diesel. Secondo gli ambientalisti il primo tipo di carburante sarebbe quello che contiene più sostanze dannose.

Infine a peggiorare la situazione sono stati gli interventi tardivi, con mezzi rudimentali come le barriere di fibra ecologica e capelli. Interventi disperati degli abitanti fatti con mezzi di fortuna, che hanno portato all’intossicazione di molti intervenuti.