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Alassio: tentano di ucciderla perché rifiuta il matrimonio combinato

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Una ragazza di Alassio (Savona), ha rifiutato un matrimonio combinato con uno straniero. Per questo rifiuto, hanno tentato di ucciderla provocandole un’overdose.

Il matrimonio combinato avrebbe dovuto celebrarsi a marzo ad Alassio.

Il promesso sposo era un cittadino marocchino irregolare

Punita per aver rifiutato un matrimonio combinato: è successo ad Alassio. Non solo l’avevano costretta a sposare un ragazzo marocchino irregolare ma, dato il suo rifiuto, avevano tentato di punirla. In manette sono finite 7 persone ad Alassio, in provincia di Savona. Si tratta di tre cittadine italiane e 4 marocchini, tutti tra i 22 ed i 46 anni.

Le accuse per i sette sono di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, spaccio di droga, estorsione e violenza. La donna infatti, è stata sottoposta a violenza: volevano ucciderla provocandole una overdose.

Il ragazzo marocchino irregolare voleva intraprendere il matrimonio combinato al fine di poter diventare cittadino italiano a tutti gli effetti. Aveva sborsato un totale di 5 mila euro, di cui due erano stati versati come anticipo. L’accordo, poi, era fallito a causa del lockdown. Inoltre, erano fiorite altre problematiche emerse tra i due ragazzi.

Operazioni promessi sposi

Del matrimonio combinato erano state affisse persino le pubblicazioni, per rispettare il protocollo. Il tutto, era stato organizzato, dunque, con dovizia di particolari. Alla donna era stata pagata una somma. Dopo essersi sposati i due avrebbero dovuto uscire dal Comune e procedere ognuno per la propria strada. Anche le comparse, i testimoni, dovevano essere pagati tra 500 e 1000 euro.

L’operazione dei Carabinieri di Alassio, è stata denominata I promessi sposi. Correlato al matrimonio combinato, infatti, gli inquirenti hanno scoperto un folto spaccio di droga. A gestirlo cittadini italiani e nordafricani. Oltre alla droga, c’era anche favoreggiamento dell’immigrazione illegale.

La sposa è venuta meno anche se aveva ricevuto 2500 euro e un posto di lavoro che le era stato procurato. Perciò, quelli che avevano organizzato le nozze, non solo l’hanno minacciata di farle perdere il lavoro ma anche di impedirle di contrarre matrimonio con altri marocchini.

Poi, il gesto folle di condurla in overdose di oppiacei. La donna fu trovata a maggio sulle sponde del fiume Centa di Albenga. Venne salvata in extremis.