Home Spettacolo Al Bano bandito dall’Ucraina: “I suoi concerti? Una minaccia alla sicurezza”

Al Bano bandito dall’Ucraina: “I suoi concerti? Una minaccia alla sicurezza”

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Al Bano ha ricevuto una bella batosta dal Governo ucraino. Ecco cosa hanno appurato gli ucraini valutando la tipologia e i rischi dei suoi concerti

Al Bano
Al Bano, per L’Ucraina è un pericolo pubblico

Il ministero della Cultura ucraino ha inserito anche il cantante Al Bano nella lista degli individui che considera una minaccia alla sicurezza nazionale. Ecco il motivo.

Al Bano, una minaccia per la sicurezza nazionale in Ucraina

Al Bano non è un cantante “sicuro”. La lista nera è stata scritta e aggiornata dal ministero della Cultura in base alle richieste del Consiglio di Sicurezza e Difesa nazionale dell’Ucraina, dei servizi di sicurezza ucraini e del Consiglio della Tv e Radio nazionali.

Ovviamente, l’ex marito di Romina Power non è il solo ad essere finito in quest’orribile classifica: la black list include per ora  147 persone. A dare la notizia, non molto lusinghiera per il cantante, è l’agenzia Interfax. Al Bano e Romina Power negli anni Ottanta e Novanta erano molto famosi anche in Unione Sovietica.

Il motivo dell’inclusione nella Black list

Purtroppo questi legami con l’Unione Sovietica e con Putin, hanno dipinto agli occhi della sicurezza ucraina in maniera negativa il nostro Al Bano.

Prima di lui era entrato nella lista nera anche l’attore Michele Placido e altri artisti che hanno espresso posizioni a favore del governo russo o in generale che intrattengono rapporti positivi o anche solo di stima verso il Cremlino.

Al Bano come Depardieu e Placido

Persino il famosissimo  attore francese Gerard Depardieu, che non molto fa ha ottenuto la cittadinanza russa, è stato bandito. Nel nostro paese, Michele Placido in passato aveva espresso posizioni in favore di Vladimir Putin definendolo «numero uno in Europa per politica estera».

L’Ucraina, stilando la lista nera, non fa altro che l’interesse per il suo paese, mettendo al sicuro i propri cittadini ma probabilmente privando loro della possibilità di vivere la musica e l’arte senza vincoli.