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Agrigento, reddito di cittadinanza a mafiosi e spacciatori: intascati oltre 300 mila euro

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Gli indagati nell’ambito dell’inchiesta della Guardia di Finanza agrigentina sono in tutto 69, molti dei quali percepivano indebitamente la misura di sostegno economico.

reddito di cittadinanza controlli della guardia di Finanza

Secondo una prima stima, il danno erariale si aggirerebbe intorno ai 30mila euro. Denunciati i percettori all’Inps, che ha provveduto a sospendere l’erogazione.

Reddito di cittadinanza a mafiosi e spacciatori

Hanno percepito il reddito di cittadinanza, nonostante i precedenti penali e gli accertati legami con la criminalità organizzata. È quanto accaduto ad Agrigento, dove 69 persone risultano ora indagate a seguito di una vasta operazione della Guardia di Finanza.

Gli uomini delle Fiamme Gialle, come riferisce anche Tgcom24, hanno sequestrato 11 social card ad altrettanti indebiti possessori. Secondo una prima, provvisoria, stima, il danno erariale per le casse pubbliche si aggira intorno ai 300mila euro.

Le forze dell’ordine hanno accertato che le persone indagate hanno chiesto ed ottenuto il sussidio statale, pur non avendone diritto.

Segnalate all’Istituto di previdenza sociale, gli indagati si sono immediatamente visti sospendere l’erogazione del sussidio mensile.

In corso ulteriori indagini per identificare altri illegittimi percettori del sostegno economico, sia per alcune condizioni soggettive che ostano con l’erogazione, sia per l’esistenza di rapporti di lavoro non dichiarati.

Controlli a Pescara

Anche a Pescara, come riferisce Il Sole 24 ore, gli uomini della Guardia di Finanza hanno avviato un monitoraggio della posizione di alcuni soggetti, che hanno percepito il reddito di cittadinanza, nonostante siano sottoposti a misure cautelari personali.

È emerso quindi che sono almeno 14 i soggetti che hanno indebitamente percepito il sussidio statale. Avrebbero presentato direttamente la domanda all’Istituto di previdenza, per ottenere il beneficio, mentre erano in stato di detenzione carceraria.

Altri, invece,non hanno comunicato la carcerazione di se stessi o di familiari facenti parte dello stesso nucleo.