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Agrigento, bancarotta e riciclaggio: maxi sequestro per l’imprenditore Giuseppe Burgio

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Maxi sequestro per l’ex re dei supermercati, Giuseppe Burgio. L’imprenditore era già stato condannato per bancarotta fraudolenta.

giuseppe burgio

Giuseppe Burgio “socialmente pericoloso”: Polizia e Guardia di Finanza in cerca del tesoro dell’imprenditore.

L’arresto nel 2018

Era il maggio 2018 quando l’imprenditore agrigentino, Giuseppe Burgio, finì in manette per bancarotta fraudolenta.

Come riporta anche La Repubblica, le accuse per l’imprenditore furono di aver fatto sparire oltre 50 milioni di euro dalle sue attività, tutte nel gruppo del settore alimentare.

Circa una settantina di dipendenti di Burgio si costituirono parte civile, riuscendo anche ad ottenere un risarcimento.

Maxi sequestro della Guardia di Finanza

Questa mattina la Guardia di Finanza ha eseguito un maxi sequestro ai danni dell’imprenditore, già finito in manette nel 2018.

All’ex re dei supermercati sono stati sequestrati beni per un valore di 9 milioni di euro. Ad emettere il decreto, il Tribunale di Agrigento. La Guardia di Finanza ha sequestrato beni immobili, denaro e autovetture.

Il Tribunale ha stabilito per l’imprenditore di Porto Empedcle anche l’obbligo di dimora per 3 anni. Dalle indagini è emerso come Giuseppe Burgio sia un soggetto socialmente pericoloso, considerando anche l’aggravante di intestazione fittizia. Per l’ex re dei supermercati l’accusa è anche di intestazione fittizia di beni per favorire il riciclaggio di denaro.

L’inchiesta che portò al suo arresto nel 2016 scaturì da alcuni fallimenti dei supermeracti da lui diretti. Già finito in manette alla fine degli anni ’90, Burgio era diventato collaboratore di giustizia. Grazie a lui finirono in manette diversi boss, tra cui Beniamino di Gati e il fratello Maurizio.

Visto il suo ruolo di collaboratore di giustizia, il Tribunale decise quindi di assegnare una scorta a Burgio e per diversi anni è stato il simbolo della lotta alla mafia.