Ucraina: è partita dal porto di Odessa la prima nave carica di grano

Dal porto di Odessa è partita la prima nave ucraina carica di grano, lo riporta l’agenzia russa Tass che cita la Cnn turca.

Il porto di Odessa
Il porto di Odessa – LettoQuotidiano.it

Il primo carico ha lasciato il porto questa mattina, in ritardo rispetto a quanto si pensava, tuttavia l’accordo è stato rispettato, così come il cessate il fuoco.

Prima nave in partenza dal porto di Odessa

L’accordo sul grano firmato a Istanbul è stato rispettato e la prima nave carica di questa preziosa risorsa ha lasciato questa mattina il porto di Odessa.

Tutte le testate riportano questa notizia, un passo importante per rispondere all’emergenza alimentare mondiale, un accordo firmato a Istanbul da entrambe le parti, in cui era previsto il cessate il fuoco temporaneo per consentire lo svolgimento delle operazioni.

In conformità ai termini dell’accordo internazionale con la Russia, la nave ha solcato i corridoi sicuri nel mar Nero e si fermerà nelle acque della Turchia per il controllo previsto al fine di evitare che questa trasporti armi.

Il ministero della Difesa turco ha annunciato

“La nave è partita da odessa in direzione tripoli ed è prevista la sosta a istanbul domani. proseguirà poi il suo viaggio dopo le dovute ispezioni”.

Il via all’accordo sul grano

Dopo un periodo di rilento e una faticosa intesa firmata più di una settimana fa, oggi finalmente si da il via all’accordo sul grano che tutto il mondo aspettava.

La prima nave è Razoni, partita questa mattina da Odessa, ma l’operazione ne comprende diverse altre. La Turchia ha annunciato infatti che la prima carovana che esporta il grano ucraino è composta da 16 navi e salperà nelle prossime ore dai 3 porti di Odessa, Chornomorsk e Pivdenny, sbloccando finalmente la crisi mondiale.

Coltivazione di grano in Ucraina
Coltivazione di grano in Ucraina – LettoQuotidiano.it

Nella prima, ci sono 26mila tonnellate di mais dirette in Libano, che poi verranno smistate nei vari mercati internazionali.

“un risultato importante per prevenire la fame nel mondo”

ha commentato il ministro delle infrastrutture ucraine Oleksandr Kubrakov, che ha aggiunto

“L’ucraina ha fatto il possibile per ripristinare i porti e questo sblocco frutterebbe all’economia del paese circa 1 miliardo di dollari, come riportato anche dal guardian”.

Il portavoce del presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha svelato i dettagli delle prime operazioni, dichiarando che le navi arriveranno a destinazione il 2 agosto, tuttavia, quelle che non forniranno informazioni trasparenti sul viaggio o disattiveranno il segnale di movimento, saranno bloccate e non potranno entrare nelle acque turche.

Una volta a Istanbul, saranno ispezionate e poi ripartiranno, in questo modo si spera di sbloccare circa 25 milioni di tonnellate di grano che da troppo tempo era bloccato in Ucraina, in modo anche da fare spazio a nuovi raccolti e quindi riprendere il regime di produzione.

La situazione della guerra

Seppure questa è una breve parentesi felice di questo terribile conflitto, continua l’offensiva russa nei territori ucraini.

Il bollettino di guerra fornito dallo Stato maggiore delle forze armate ucraine è davvero sconcertante, infatti finora hanno perso la vita 41mila persone, inoltre sono andati distrutti 200 carri armati, 1.700 mezzi corazzati, un centinaio di aeroplani e circa 200 elicotteri.

Anche i dispersi sono numerosi, 300 solo a Kiev, mentre 200 corpi ancora sono in attesa di essere identificati.

L’ultimo raid notturno dei russi nella città di Mykolaiv ha causato 2 morti e 3 feriti ma questi dati potrebbero peggiorare in seguito ai prossimi aggiornamenti. La situazione non è migliore nella regione del Donetsk, dove solo ieri hanno perso la vita 3 civili e 16 sono rimasti feriti.

Ora, alcune fonti riferiscono che la Russia sta probabilmente riassegnando una buona parte delle sue forze militari nella zona settentrionale del Donbass e nell’ultimo rapporto dell’Intelligence britannica si legge come la città di Zaporizhzhia sia considerata il punto più vulnerabile, che necessita di rinforzo.