Lavorare nei videogiochi, ora si può: la nuova iniziativa per gli studenti

Lavorare nei videogiochi e in quello che li riguarda rappresenta per molti un’utopia, per pochi altri un sogno realizzato. Ma d’ora in poi potrebbe non essere più così. La nuova iniziativa dedicata agli studenti dell’associazione di settore IIDEA potrebbe rappresentare una svolta per diversi ragazzi: scopriamo di cosa si tratta.

Videogiochi
Ragazzo che lavora con i videogiochi – lettoquotidiano.it

I videogiochi rappresentano una scure che incombe sulla testa di molte mamme, alle prese con continui rimproveri nei confronti dei figli: “Adesso vai a studiare!”. E se, invece, fossero loro in errore? La nuova iniziativa dedicata agli studenti potrebbe rappresentare un’altra svolta in tal senso.

La nuova iniziativa per gli studenti e i videogiochi: da passione a lavoro

No, adesso basta! Cosa fa infuriare di più le mamme di tutt’Italia se non un figlio tutto il giorno piantato sulla sedia da gaming per superare questo o quel livello? Probabilmente nulla. Che bambini e poi ragazzini lo siamo stati tutti e sappiamo bene cosa vuol dire. Comunque è una cosa che, vi assicuriamo, riguarda anche gli adulti. E da qui andiamo a capo, perché presto le cose potrebbero cambiare in questa direzione.

State tranquille, care mamme, nonne, zie e maestre: il mondo non si è ribaltato. Semplicemente da una passione i videogiochi possono diventare una vera e propria professione. E questo è un dato di fatto, visti gli eventi che stanno caratterizzando anche le ultime settimane e l’ultimo decennio in generale.

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Ragazzo che lavora con i videogiochi – lettoquotidiano.it

E non si può avviare questo discorso senza parlare direttamente della tecnologia e di tutto ciò che rappresenta ai nostri giorni. Tutto è cambiato e non si può mettere la testa sotto la sabbia, che anche genitori e nonni (quelli che chiamiamo boomer) ormai non ne possono più fare a meno. Tutti con il cellulare in mano e un computer a portata di mano. E se non è per diletto o per distrazione, si pensi a tutte le procedure che ormai sono diventate informatiche e che evitano un mare inutile di scartoffie.

Se non è modernità questa? Ma comunque qui non possiamo fermarci, perché, a parte gli ingegneri informatici e tutto ciò che riguarda questo mondo in parallelo, sono tanti i lavori “nuovi” che ora si può scegliere di fare. E senza arrancare per arrivare a fine mese. Chiamatelo, se volete, futuro e senza pentirvene, che il cambiamento non è sempre negativo e non sempre occorre rincorrere difetti e aspirazioni dei genitori.

Ma vabbè, andiamo avanti in modo da raccontarvi quanto sta accadendo. Sono stati istituiti i Video Game Student Awards. Un nome che richiama quasi a uno show, ma si tratta di tutt’altro. È, infatti, una competizione aperta a tutti gli studenti ed è stata lanciata da IIDEA.

Se non l’avete mai sentita, ora vi spieghiamo di cosa si tratta. Non è altro se non l’associazione che inquadra l’industria dei videogiochi (in Italia ovviamente). E adesso potete capire che non si tratta affatto di uno scherzo o di uno svago qualsiasi. Beh, è proprio IIDEA che lancerà quest’anno la sua prima iniziativa per chi al mondo dei videogiochi è interessato (o malato, senza offesa) tanto da volerne fare a tutti i costi una professione.

E se non vi bastasse per capire la serietà di quanto vi stiamo raccontando andiamo un po’ oltre. Abbiamo, infatti, anche il nome dell’evento, “Press Start: Video Game Student Conference”, che sa molto di Stati Uniti e a loro in tal senso abbiamo qualcosa da invidiare. E c’è anche una location d’eccezione e si tratta del “Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci” che si trova a Milano e si è imposto come partner culturale dell’iniziativa. Ma ora entriamo nei dettagli per vedere di cosa si tratta.

“Press Start”, quando i sogni possono diventare realtà

Press Start è di certo un nome suggestivo, quasi da full immersion per tutti colori che di ritorno da scuole avevano come primo pensiero correre davanti al pc o alla playstation per iniziare ore e ore di partite irrefrenabili e totalizzante.

L’evento che si terrà a Milano punta proprio a loro, ai ragazzi. Si tratta, infatti, di una conferenza per raccontare ai ragazzi i dietro le quinte di cosa vuol dire lavorare in questo settore, che ormai è una vera e proprio industria. E, quindi, mamma: non preoccuparti se faccio un po’ più tardi davanti alla play, che intanto si tratta del mio futuro.

Incontro e formazione sono quindi i diktat imposti affinché l’intento si realizza, e ora non pare più utopia. Anche perché a interessarsi di quest’iniziativa sono state aziende di primissimo livello quali 34BigThings, Milestone, Nacon Studio Milan, Reply Game Studios, Ubisoft Milan e Unreal Engine. Che tanto vogliono dire in questo mondo, e non dobbiamo raccontarvelo se state leggendo questo pezzo, ripreso da ‘Adnkronos’.

Ovviamente a tenere l’evento, come potete immaginare, saranno tutti professionisti che in quest’industria ci lavorano già e quindi una certa esperienza l’hanno maturata. Ma ora entriamo più nei dettagli dell’evento. Si articolerà, infatti, sulla base di tre diverse macro-attività, che saranno talk, matchmaking e infine award. E poi arriviamo alla parte più interessante.

Dopo la conferenza, infatti, saranno fissati degli incontri uno a uno, attraverso cui si avrà la possibilità di accederci davvero a questo mondo. L’obiettivo finale è quello dell’orientamento e del recruiting di risorse con realtà importantissime all’interno del panorama italiano. Ma bisogna seguire alcune regole, di cui vi menzioniamo solo la più importante: aver raggiunto la maggiore età ed essere studenti.

E scusate ragazzi di tutt’Italia se vi abbiamo rubato dieci minuti davanti alla console per leggere questo pezzo, ma pensiamo potrebbe esservi davvero molto utile per costruirvi un futuro. E per dimostrare che andare oltre certi stereotipi è assolutamente possibile e ora è decisamente una necessità, oltre le urla dopo la decima partita. Perché il mondo del lavoro è cambiato e con lui anche noi dobbiamo mutare la nostra mentalità. Quindi, mamme e papà, leggeteci bene, e se avete un figlio che ha manifestato quest’intenzione per il suo destino e l’avete mandato in camera in punizione, ora sapete dove iscriverlo per farvi perdonare. E probabilmente nessuno di voi se ne pentirà, anche se non sarà medico o avvocato.