Il governo spagnolo lancia la nuova campagna: “Estate per tutti, senza stereotipi”

Il governo spagnolo ha lanciato una nuova campagna di sensibilizzazione, riguardante i corpi delle donne in spiaggia. Una battaglia di genere, ma che è anche un po’ di tutti e contro il body shaming. Una lotta che vuol dire anche modernità e per superare alcuni stereotipi che costituiscono un’ostacolo mentale e un vero e proprio problema esistenziale per migliaia di persone.

Pedro Sanchez
Pedro Sanchez, presidente del governo spagnolo – lettoquotidiano.it

L’evoluzione della mentalità risiede nel superamento di stereotipi che hanno costituito per molto tempo un limite troppo grande e la genesi di un meccanismo di scherno e di conseguente imbarazzo per un gran numero di persone. Ora il governo spagnolo vuole superarlo anche attraverso una nuova campagna.

La nuova campagna del governo spagnolo: no al body shaming

Campagne di sensibilizzazione, la capacità di accettarsi, una nuova realtà più libera e meno schiava di determinati stereotipi: non è una Wonderland, disegnata ad arte da sceneggiatori e troupe da sogno, ma un modo di vivere la vita, cancellando le catene di una mentalità sbagliata e oppressiva che alla fine fa solo male tanto a chi la propone, quanto a chi la subisce. E non è giusto così.

Se ci pensiamo, negli ultimi anni, tanti passaggi sono stati fatti, in chiave italiana e internazionale. La considerazione che si ha della donna e che si aveva fino a qualche decennio fa è completamente diversa e lo stesso si può dire dell’omosessualità, in cui tanti passi in avanti sono stati fatti, ma ancora si devono fare. E sono argomenti da trattare con una certa attenzione, quindi cercheremo di farlo.

E, per tornare alla nostra vita un po’ sulle nuvole e che punta a quello che vorremmo, un’estate senza caldo torrido sarebbe un po’ più semplice da gestire. Ma a parte gli scherzi e i desideri impossibili, da realizzare con uno schiocco di dita, c’è chi ha lavorato e tanto per un’indipendenza emotiva, per vivere in libertà ed esprimendo le proprie opinioni o chi è per davvero. Non senza ostacoli o chiusure obsolete per strada. E rinnegando l’uomo delle caverne che sulla fisicità basava la sopravvivenza, ma in uno stato di pericolo e necessità costante, e che oggi sarebbe impensabile come modello da riproporre. Che la società di oggi si basa soprattutto sull’intelligenza (anche emotiva) e poi, sì, è definita fitness dai sociologi. Ma non è tutto.

Campagna governo spagnolo
“L’estate è anche nostra”, la vignetta per la nuova campagna del governo spagnolo – lettoquotidiano.it

E ora arriviamo alla nostra estate e a quello che succede su un gran numero di spiagge e piscine italiane e non solo. Infatti, la corsa alla prova costume e al perfezionismo estetico non va presa sotto gamba, non nei suoi risvolti negativi e non in tutte le sue sfaccettature negative. E il governo spagnolo comunque ha pensato alla sua controparte. Ma andiamo con ordine nello spiegarvi tutti i passaggi della vicenda.

Vi abbiamo detto che ci troviamo in Spagna e, in particolare, ad agire a tal proposito è stato il Ministero dell’Uguaglianza. L’estate vuol dire vacanze, gioia, sole e mare. Per chi non preferisce la montagna, ma comunque non punteremo a loro nelle prossime righe. Semplicemente staccare la spina da ansie, preoccupazioni e dalla vita frenetica che ci opprime durante tutto il resto dell’anno per godersi un po’ di meritato riposo e chissà qualche amore e la compagnia degli amici di sempre. Poco o nulla, ma che per molti diventa complicato.

E, infatti, non per tutti è così, anzi diventa sogno irrealizzabile, come fosse un contrappasso infernale che Dante Alighieri ha riservato ai peggio e che stagionalmente torna a ossessionare i diretti interessati, e quindi in questo caso ci stiamo riferendo alle persone in sovrappeso. La campagna del Ministero dell’Uguaglianza spagnolo è riservata proprio a loro (e non solo, ma lo vedremo tra un po’) e ha già raccolto tanti applausi e abbracci da ogni parte del mondo.

A essere divulgata, infatti, è stata una vignetta quasi sotto forma di cartone, ma che tanto significa in termini di presente e futuro e che molto seriamente va presa. In primo piano, infatti, si vedono delle donne di diverse età ed etnie (e anche questa scelta non è casuale). Sono tutte in spiaggia e c’è chi è seduta in compagna, chi esulta, chi è felice. E comunque sono tutte diverse, o meglio uniche.

Quella in primo piano è evidentemente in sovrappeso, a ricordare il senso principe e principale della campagna, ma c’è anche una signora con i capelli bianchi e un corpo non molto sodo, una ragazza, al contrario, che sembra in forma, un’altra di colore e un’altra ancora con i capelli dipinti di viola. Che sono un po’ segnale di trasgressione dall’ordinario e non solo: sono simbolo di originalità e voglia di autoaffermarsi per quello che si è e che piace semplicemente.

E poi è impossibile non descrivervi quello che vediamo in alto e in primo piano, raffigurato attraverso una scritta che è sinonimo di gioia: “L’estate è anche la nostra”. E questo vuol dire liberarsi dai complessi mentali e dalle barriera emotive che per generazioni e generazioni chi, senza motivi e non si sa con quale tipo di retro-cultura, è semplicemente etichettato come “diverso”, anziché unico. E il carattere scelto non va comunque sottovalutato: lettere morbide, quasi allungate, quasi infantili e femminili comunque. Anche nella scelta e nell’accostamento dei colori. Che richiamano all’infanzia e a quel senso di protezione e gioia che è quasi irrepetibile. E che bellezza!

Un’estate per tutti: un grido che deve essere ascoltato

Ora ci auguriamo che questa campagna sia solo il primo passo. E mettiamoci un attimo nei panni di chi la sua vita l’ha vista ostacolata e abbattuta da sdegno, dita puntate e lacrimoni sul cuscino al ritorno a casa. Solo perché il suo corpo non rispondeva a determinati canoni, comunemente accettati, ma dove sta scritto che siano quelli giusti!? Dalla perfezione ellenica che veniva tramutata in opere d’arte, statue e stili vari? Statue appunto, e arte appunto, non umani e non corpi veri, schifati a prescindere e non è giusto così. Che anche la concezione e quello che si vede di fronte lo specchio andrebbe riletto, ma non è semplice da accettare.

Anche perché obesità e sovrappeso sono tematiche estremamente delicate e che vanno affrontate non tanto nell’ottica di questo o quell’altro giudizio. No, perché (e questo è un altro punto di vista) sono problemi medici che vanno curati nell’ottica di un corpo che nasce, cresce, matura e può ammalarsi. In tal senso, l’obesità si configura come fattore predisponente di un gran numero di patologie. Esattamente come l’abuso di alcol o il fumo di sigaretta.

E qui ci fermiamo, perché di certo la spiaggia e un’estate all’insegna delle risatine e della vergogna nessuno si merita di passarla. E, quindi, grazie al Ministero dell’Uguaglianza spagnolo e grazie alla sua campagna, perché è un inno alla gioia e all’unicità. Complimenti veri, e che sia un esempio. Quello di cui tutti noi avremmo bisogno, per piccole pillole di felicità o anche tramite un disegno.

E comunque, tornando ad analizzare nel profondo il senso dell’intera campagna, non si può parlare solo dell’obesità, ma anche del suo eccesso opposto che è ugualmente sbagliato. La mania di perfezione, del centimetro al posto giusto, del ricorso alla chirurgia estetica smodato e ingiustificato non è altro che il frutto di quella mentalità per cui se non si è totalmente aderente a determinati canoni si è sbagliati e mal giudicati. I mostri nell’armadio che ognuno ha.

E qualche riga bisogna dedicarla anche al razzismo. La donna di colore (anche lei in sovrappeso), che si vede seduta a riva con un’amica che, invece, ha la pelle chiara, è il simbolo di un mondo e di una Spagna che non fa più distinzioni di pelle o razza. O almeno a quello punta. E sì, questo si chiama progresso ed è giusto sottolinearlo.

Perché in molte parti del mondo questo problema è ancora molto evidente e non si sorpasserà alla prima curva. Si pensi a quanto accade negli Stati Uniti, in alcune zone e in determinate mentalità dell’Italia, anche per alcuni schieramenti politici e minoranze che ancora ne fanno una questione di colori e non di umanità.

E per terminare una carrellata che ci ha appassionato (ve lo confessiamo), anche perché arriva dal governo e da un Ministero importante come quello dell’Uguaglianza, i più attenti avranno notato anche un tatuaggio ben evidente sul braccio della donna in primo piano. Lo mostra quasi con orgoglio ed è giusto così. Non affossa la sua gioia contagiosa, che strappa un sorriso nel sudore, anzi la valorizza enfatizzandola.

Non si sottovaluti, perché rientra esattamente in tutti quegli stereotipi che nella nostra società vogliono dire etichette e non libera espressione. Di conseguenze, anche un disegno sulla pelle diventa una forma di pregiudizio che deve essere cancellata. E non deve più essere così, allora, anche perché non c’è senso alcuno per portarlo avanti.

Quello che per molti di voi lettori può essere ormai sdoganato, per altri è ancora motivo di stupore immotivato. E ciò acquisisce ulteriore senso in molti dettagli della vignetta in questione. Un disegno che non è, quindi, solo un insieme di tratti e colori, per come ve l’abbiamo raccontato, ma diventa un manifesto della traccia di un Paese che vuole guardare oltre e che ha dato una direzione di unità nell’apertura, nell’uguaglianza, nel presente che un po’ sa di futuro. Che è simbolo anche della Spagna stessa e che è quello che tutti ci auguriamo.

Come auspichiamo a un estate un po’ meno calda e cocente che non avremo mai, ma in cui (soprattutto) tutti potremo comunque esprimere chi siamo e senza pentimenti o giudizio alcuno. Finalmente senza body shaming, che poi è il senso iniziale e finale, quello che conta di più.