L’Ucraina dà i numeri della guerra: sono morti 40070 soldati della Russia

Ucraina e Russia sono ancora al centro di combattimenti intensi e che non vedono il loro termine. La guerra, infatti, continua tra colpi bassi, attacchi sferrati e numeri drammatici. Senza alcuna intenzione di interrompere un conflitto scellerato e tragico. Intanto, il bilancio ci viene comunicato dall’Ucraina e fa capire le proporzioni di quanto sta accadendo

Ponte di Kherson
Ponte di Kherson – lettoquotidiano.it

La guerra tra Ucraina e Russia, ormai da mesi, tiene banco e con la chiara necessità del mondo di concluderlo, ma senza che ci siano degli spiragli in tal senso. Un bollettino drammatico arriva dagli assaliti di Zelensky e ci fa comprendere le proporzioni che ha assunto e assumerà il conflitto.

La guerra tra Ucraina e Russia prosegue con tanti problemi sul tavolo

Non è un caso se a cinque mesi o poco più dall’inizio della guerra, vi parliamo di numeri e se questi dati riguardano i morti, e della barbarie in atto, esattamente il 24 febbraio. Perché, in questi cinque mesi, di cose ne sono successe e tutte da mettersi le mani nei capelli per gli orrori che l’hanno riguardata. Che non va bene così e non sarà mai accettabile.

Ma ormai dobbiamo farci i conti. E ci riferiamo sia alle ricadute per gli europei e a livello internazionale di una guerra che ormai è storia recenti di tutti, ma anche alla cronaca di un conflitto che sta diventando maledettamente ordinaria, quasi statica nella sua ordinarietà. Come se i morti non fosse reali, ma all’interno di quello o quell’altro videogioco e come se, alla fine di tutto, si potesse migliorare o progredire in qualcosa. Eh no, perché comunque nella distruzione non si può piantare semi o far nascere fiori, né vederli spuntare.

E poi, dopo tutto, il nostro concetto di normalità non sarà comunque lo stesso e pensate quello dei cittadini a Est, passati dagli abbracci alle bombe, dalla quotidianità alle vite spezzate, nel tempo di una scrivania ribaltata e di un ordine sbagliato. Per poi non tornare più indietro.

Zelensky
Volodymyr Zelensky visita Kherson – lettoquotidiano.it

E, in un’estate torrida e in cui di staccare la testa e andare in vacanza non ci è proprio permesso, i temi sono tanti da approfondire proprio riguardo la guerra. Sono i giorni, infatti, dell’accordo sull’export del grano. Sappiamo quanto l’Ucraina sia importante per generare risorse poi sfruttate e utilizzate in tutto il mondo. Beh, la mancanza del supporto della nazione assalita potrebbe portare a una crisi alimentare globale. E per questo Russia e Ucraina, alla fine, sono arrivate a una stretta di mano, almeno su questo, con l’aiuto e le pressioni di Turchia e Nazioni Unite. Anche se ora toccherà vedere se Vladimir Putin avrà intenzione di rispettarlo quest’accordo e dal Cremlino filtra di sì. Anche se gli ultimi attacchi sferrati dalla Russia al porto e a punti strategici lasciano pensare al contrario.

E poi l’inflazione, la benzina, il gas e chi più ne ha più ne metta. Sintomi che lasciano intendere come più che a est, più si va avanti e più il conflitto riguarderà direttamente il Mediterraneo. E ve lo scriviamo senza fronzoli. Ma intanto è importante guardare anche al presente e al passato, non solo a quel che sarà. E ciò che ci arriva dall’Ucraina oggi ci intristisce e basta.

L’Ucraina e i morti della Russia: barbarie e sintomi di un conflitto senza fine

A cinque mesi dall’inizio della barbarie, dicevamo, è arrivato anche il momento di fare la conta dei morti. E di questo si è occupata l’Ucraina, che ha comunicato il numero di decessi dei soldati russi fin dall’inizio della guerra. Si tratta di 40070 morti e, da qualunque parte si stia, non è comunque una vittoria.

Da qui, infatti, possiamo partire con una riflessione e anche con un destino, ma andiamo con ordine. La rassegna dell’Ucraina mette in fila numeri che non possono essere confermate e che riguardano anche carrarmati, linee abbattute e molto altro: un resoconto completo, insomma. Numeri che comunque rispecchiano quanto successo e non quanto accadrà, dato che il conflitto va avanti su diverse zone. E, quindi, che sono destinati a cambiare anche rapidamente.

Il destino, invece, così ci ricolleghiamo a quanto scritto poco fa, è quello di una guerra che durerà e neanche poco. Se la Russia sperava, infatti, che fosse un conflitto lampo è stata ampiamente delusa. E questo è merito (o colpa, dipende dal punto di vista) degli alleati europei e statunitensi degli ucraini, ma anche di un popolo che sta riuscendo a resistere. E probabilmente più del previsto.

Chi auspicava a un primo passo di pace proprio per interrompere una barbarie del genere probabilmente è rimasto ugualmente deluso (e tra questi c’è anche Mario Draghi), ma la speranza è comunque l’ultima a morire. E comunque alla luce degli ultimi numeri, quelli dei decessi, una preghiera dobbiamo recitarla e con uno sguardo al cielo perché tutto finisca il prima possibile.