Covid, il virus è partito dagli animali vivi del mercato di Wuhan

L’incubo iniziato ufficialmente a marzo del 2020 in Italia, e molto prima in Cina, quello del Covid-19 ora ha una causa e un epicentro. Secondo diversi studi statunitensi, pubblicati su Science, il virus è stato contagiato all’uomo dagli animali nel mercato di Wuhan

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Il mercato di Wuhan – lettoquotidiano.it

Sempre sulla rivista, hanno anche evidenziato come il primo contagio sia avvenuto tra ottobre e dicembre del 2019. La ricerca è molto importante per capire come si siano sviluppati i sintomi, e come è possibile prevenire nuove pandemie per il futuro.

Covid, l’epicentro del primo contagio è al mercato di Wuhan

Ora, alle porte di agosto del 2022, abbiamo imparato a convincerci con il Covid-19, o SarsCoV2, come lo si chiama negli ambienti medici. Il virus, d’altronde, circola in Italia dal 30 gennaio 2020, due anni e mezzo fa.

Quando la prima coppia di cinesi risultata positiva al Coronavirus a Roma, l’allarme praticamente non aveva ancora iniziato a suonare con insistenza. C’era preoccupazione, è vero, specie per quello che si sentiva e si vedeva in Cina, ma si continuava a uscire, andare a ballare, anche ad abbracciarsi.

A febbraio la musica è cambiata, e quel campanello che prima a malapena si sentiva, è diventato un vero e proprio strillo che nessuno, politici inclusi, ha più potuto ignorare. E poi si arriva a marzo del 2020: tra decreti del presidente del Consiglio e comizi in diretta televisiva, gli italiani si sono fermati per arginare la pandemia.

Che ha mietuto vittime, tante, soprattutto in Lombardia e nel Nord Italia, e che ha fatto stare male altrettante persone che lo hanno contratto prima che arrivasse la cura miracolosa: il vaccino. È più o meno da gennaio del 2021, con le prime somministrazioni del siero, che la situazione è leggermente migliorata, e ora, dopo colori, zone, divieti, si sta tornando a respirare. Perché il tempo è maturo.

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Uomo con la mascherina a Wuhan – lettoquotidiano.it

Anche per fare delle ricerche su cosa effettivamente sia accaduto in Cina in primis, dove di fatto è avvenuto il primo contagio al mondo di Covid-19, e da cui tutto è partito.

Su Science, rivista scientifica (e di cosa sennò?), grazie a un gruppo di scienziati di diverse università e istituti di ricerca statunitensi, come la Johns Hopkins (che ha tenuto traccia dei contagi giorno per giorno, nel mondo), e The Scripps Research Institute e, ancora, l’università di Oxford e alcuni atenei belgi e olandesi per l’Europa, oltre che australiani sono arrivati a una quadra per quanto riguarda su dove sia stato il primo epicentro della pandemia: il mercato di Wuhan.

I nostri risultati – si legge nella ricerca pubblicata – suggeriscono che il virus è probabilmente emerso dal commercio di fauna selvatica in Cina”. Come, però? Cosa sia successo all’interno dello Huanan Seafood Wholesale Market ancora non è dato saperlo, ma con certezza si può dire che la presenza di mammiferi vivicatturati in natura o allevati negli anni e nei mesi precedenti” abbia facilitato il salto di specie, e quindi a passare dagli animali all’uomo.

Nessun pipistrello mangiato, nessun virus scappato da un laboratorio, niente di tutte le teorie che nel corso di questi due anni (quasi tre) sono circolate. Al massimo, volpi rosse, tassi e cani procione che hanno fatto da ospiti intermedi e che fino a novembre del 2019 venivano venduti liberamente nel mercato della cittadina cinese.

Covid, il primo contagio è avvenuto in Cina tra ottobre e dicembre del 2019

Capito cosa effettivamente ha causato il virus, c’era da studiare anche quando l’essere umano è stato contagiato la prima volta. In un secondo studio, pubblicato sempre su Science, gli scienziati hanno fatto risalire il primo salto di specie tra il 23 ottobre e l’8 dicembre del 2019. Il secondo trasferimento dall’animale all’uomo, invece, è avvenuto nelle settimane successive.

Gli scienziati che hanno ricostruito l’albero genealogico del coronavirus sono partiti dal rapporto dell’Oms del 2021. Si è partiti, dunque, da 174 casi di Covid del dicembre 2019 segnalati nella provincia di Hubei e, nonostante non ci fossero le coordinate geografiche delle residenze di quei casi, si è comunque riusciti a “estrarre in modo affidabile le coordinate di latitudine e longitudine di 155 casi dalle mappe”.

Questo, in pratica, ha fatto presupporre che il virus è molto improbabile “sia circolato ampiamenti negli esseri umani prima di novembre 2019”, ma ha in qualche modo fatto definire la finestra di tempo in cui è avvenuto il primo contagio.

Nessuna delle due ricerche portate avanti è fine a sé stessa o fatta per il gusto di smentire i complotti che, da quando tutto quest’incubo – che sembra infinito – è iniziato, circolano per il web e non solo. È importante perché, spiegano gli stessi scienziati nella prefazione, “comprendere come è emersa la sindrome respiratoria acuta grave nel 2019 è fondamentale per prevenire le epidemie zoonotiche prima che diventino la prossima pandemia”.

E noi ce lo auguriamo vivamente, perché per quanto imponderabile possa essere la natura, sarebbe meglio evitare nuovi morti, malati, terapie intensive, chiusure. Anche le ultime, perché a contare è anche la salute mentale di tutte quelle persone che hanno dovuto rinunciare alla propria vita per troppo tempo. Ah, e poi c’è l’economia. E la crisi.