L’annuncio Ue: “Trovato accordo politico per la riduzione della domanda di gas”

Un nuovo punto di svolta è stato scritto oggi in seno all’Unione europea per quanto riguarda la fornitura del gas russo. In un tweet il Consiglio europeo ha annunciato che si è trovato un accordo politico per la riduzione della domanda in vista del prossimo inverso, anche in vista del possibile nuovo taglio che Vladimir Putin avrebbe potuto attuare

Gas russo
Gasdotto Gazprom – lettoquotidiano.it

Il ministro per la Transizione Ecologica del governo presieduto da Mario Draghi, Roberto Cingolani esulta e rassicura: “Entro l’inizio dell’inverno saremo quasi indipendenti dalla Russia“.

Gas russo, trovato l’accordo per la riduzione della domanda

L’Unione europea continua a mettere sotto scacco Vladimir Putin. Dopo le sanzioni di tutto il mondo occidentale a seguito dell’invasione voluta dall’oligarca dell’Ucraina, il Consiglio europeo oggi ha messo a segno un altro punto per liberarsi della dipendenza dal gas della Russia e quindi isolare il presidente, oltre che per fare fronte a quelle che possono essere le ripercussione dello stesso Putin nei confronti dei paesi a lui ostili.

Durante la riunione di oggi del Consiglio Affari ed Energia, in cui era presente il nostro ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, si è arrivati a una decisione quasi unanime per quanto riguarda la riduzione della domanda di gas in vista del prossimo inverno. Ad annunciarlo su Twitter è stata la presidenza della Repubblica ceca in questo semestre.

Cingolani e Draghi
Roberto Cingolani e Mario Draghi – lettoquotidiano.it

La decisione è stata salutata quasi come un plebiscito, perché a opporsi rispetto al nuovo testo – che nella precedente stesura incontrava le perplessità di Spagna, Portogallo, Cipro, Grecia e Polonia perché non si teneva conto delle diverse situazioni di partenza e quindi di quanto effettivamente dipendevano da prima dal gas russo -, è stata solo l’Ungheria del presidente Viktor Orban.

Tra le modifiche, che entreranno in vigore dal primo agosto 2022 e scadranno il 31 marzo 2023, c’è la possibile introduzione di un tetto del prezzo, price cap, il taglio dei consumi che può scendere fino al 7% e la deroga ai tagli in caso di depositi pieni. Vediamo bene nel dettaglio cosa significano queste misure approvate.

Per quanto riguarda il taglio dei consumi, si può scendere dal 15 al 7% anche nei casi di emergenza, ovvero nel caso in cui la Russia dovesse limitare le forniture oltre un livello insostenibile per i paesi aderenti all’Unione europea, con l’obiettivo dichiarato di fare scorte prima dell’inverno così da evitare crisi di approvvigionamento energetico.

In base all’accordo, ogni paese potrà raggiungere l’obiettivo del 15 per cento come preferisce, anche se l’Unione ha dato delle indicazioni di massima. Per esempio, si possono introdurre misure sul gas consumato per l’elettricità, incoraggiando un cambio del combustibile usato nei settori industriali, o con delle campagne di sensibilizzazione contro lo spreco a livello nazionale. I paesi si sono impegnati in ogni caso a ridurre il più possibile il peso che avranno queste riforme sulle famiglie o sui servizi essenziali per la società, come quello sanitario.

La deroga, invece, si legge nel testo approvato, prevede che possa essere richiesta dagli Stati membri “se hanno superato i loro obiettivi di riempimento dei depositi di gas, se sono fortemente dipendenti dal gas come materia prima per le industrie critiche o se il loro consumo di gas è aumentato di almeno l’8% nell’ultimo anno rispetto alla media degli ultimi cinque anni“.

Il tetto è solo una possibilità perché ancora si stanno studiando “i modi per frenare l’aumento dei prezzi dell’energia“, quindi anche dei prezzi delle importazioni, sicuramente, si legge ancora nel testo, si vogliono “proseguire i lavori sull’ottimizzazione del funzionamento del mercato europeo dell’elettricità“.

Su questo punto, si può notare come il prezzo del gas stia volando dopo la decisione di Mosca. Ad Amsterdam il prezzo è salito fino ai livelli di marzo scorso, e si attesta ora a 193 euro al megawattora, con un rialzo del 9,2%.

Riduzione del gas russo, Cingolani: “Entro l’inverno saremo indipendenti”

Ma, abbiamo detto, si è trovata una soluzione con l’accordo che il ministro della Transizione ecologica, ha salutato con ottimismo: “Entro l’inizio dell’inverno saremo quasi indipendenti dalle forniture russe“, ha detto Cingolani durante la seduta del Consiglio. Il prossimo anno, secondo il ministro del governo Draghi, non saremo addirittura più dipendenti dalla Russia, da Mosca e da Putin.

Mentre la commissaria europea all’Energia, Kadri Simson, è stata più cauta, spiegando semplicemente le ragioni che hanno portato a questa storica decisione: “L’annuncio di Gazprom (che prevede che l’afflusso di gas in Germania da parte della Russia tramite il gasdotto Nord Stream sia ridotto ancora del 20%, ndr) – ha detto la commissaria –sottolinea ancora una volta che dobbiamo essere pronti per un possibile taglio delle forniture da parte della Russia“.

Ci si deve preparare, insomma, così da affrontare al meglio la crisi riempendo “i depositi di stoccaggio sotterranei che oggi sono al 66%” e che dovranno arrivare all’80% entro fine ottobre. Chiaramente le decisioni più che di natura tecnica, ha precisato ancora, hanno una ragione politica.