“Diana era un ostacolo alla mia libertà”, le parole terribili di Alessia Pifferi

Alessia Pifferi, la madre della piccola Diana, morta di stenti e abbandonata sola in casa, la indica come un ostacolo alla sua libertà.

La casa in via Parea
La casa in via Parea – LettoQuotidiano.it

Il pm giudica la donna crudele e capace di ogni atrocità. La bambina è stata abbandonata con 30 gradi in casa.

La morte di Diana

Alessia Pifferi abitava a Milano, in via Parea, con la sua bambina di soli 18 mesi, la stessa che ha abbandonato con solo un biberon di latte.

Mercoledì la donna ha riempito un trolley con l’occorrente per una settimana di vacanza, infatti si è recata a Bergamo per trascorrere alcuni giorni dal compagno.

Come lei stessa ha dichiarato negli interrogatori, Diana era un peso, un ostacolo alla sua libertà.

Fanno tremare le parole di Alessia, una madre che il pm giudica crudele e capace di ogni atrocità, come quella che in effetti si è consumata e che ormai tutti sanno.

Dopo la morte della piccola Elena, che ha sconvolto l’Italia, torniamo a parlare di infanticidio ma quello che sconvolge è che sempre più spesso, come in questi casi, le responsabili siano le madri di bambini innocenti che uccidono le loro creature, un gesto terribile aggravato dai futili motivi.

Palloncini bianchi per Diana
Palloncini bianchi per Diana – LettoQuotidiano.it

Alessia si è recata a Leffe dal suo compagno per trascorrere alcuni giorni e ha abbandonato la piccola Diana nel lettino da camping con un biberon di latte. Durante i rilievi, gli agenti hanno trovato anche delle boccette di tranquillanti, utilizzati dalla donna per tenere buona la bimba, non solo in quell’occasione.

Quando ha visto la figlia morta, in un primo momento Alessia ha chiesto aiuto alla vicina di casa riferendo che l’aveva lasciata con la baby sitter e l’aveva ritrovata morta ma della fantomatica tata non c’è mai stata traccia.

Diana è morta da sola, di fame e disidratazione e le sue ultime ore devono essere state davvero tremende. Il pm ha disposto gli esami tossicologici sul biberon perché il sospetto è quello che nel latte ci fossero delle benzodiazepine per farla stare tranquilla. Oggi il gip Fabrizio Filice deciderà sulla convalida del fermo.

Un ostacolo

Parlando con la nonna della piccola, Alessia riferiva di aver piccoli problemi legati ai dentini che stavano spuntando a Diana, in realtà non era con lei ma già era stata abbandonata in casa da alcuni giorni.

Quando il compagno, all’oscuro di tutto, ha chiesto spiegazioni per la morte di Diana, la donna ha rivelato che in realtà non era al mare con sua sorella come aveva riferito, ma era sola in casa e che lo stesso era successo in altri weekend trascorsi insieme.

Lui le dice che sarebbe potuta andare con loro senza problemi e la donna si è giustificata dicendo che la figlia sarebbe stata di intralcio.

Diana è sempre stata considerata un ostacolo da sua madre, lei stessa lo ribadisce negli interrogatori a cui è stata sottoposta, cercando di giustificare un gesto orribile. Già in passato l’aveva lasciata sola in casa anche se solo per un paio di giorni, perché voleva riprendersi la libertà che le era venuta a mancare da quando era arrivata la figlia.

Alessia ha raccontato alla polizia di non sapere nulla della gravidanza ma secondo gli inquirenti non è così. La bambina era il frutto dell’amore fra lei e un elettricista 58enne conosciuto su Tinder, tuttavia i rapporti fra i due si erano incrinati ma nella primavera di quest’anno la coppia si era riavvicinata.

La 36enne ha raccontato di non aver mai abbandonato la figlia, tranne che per un breve episodio a maggio in cui si è allontanata per un paio di giorni ma secondo gli inquirenti tutto sarebbe cominciato molto prima.

Ora si stanno analizzando le chat sul cellulare ed emergono appuntamenti con diversi uomini che la Pifferi conosceva online, anche la madre e la sorella hanno confermato che era solita vedersi con uomini diversi.

La procura la indica come una donna senza scrupoli e capace di commettere qualsiasi cosa per i propri bisogni personali legati alla necessità di intrattenere relazioni sentimentali ad ogni costo, abbandonando spesso la piccola, tant’è vero che in un episodio in cui la bimba stava male a causa di un’infezione era stata la nonna ad occuparsi di lei.

Durante il soggiorno a Leffe, ha accompagnato il fidanzato a Milano per un incontro di lavoro ma non le è saltato minimamente in mente di passare da sua figlia per vedere come stava.