Afroamericano morto per mano della polizia in California

In California sabato la polizia di San Bernardino un afroamericano di soli 23 anni è morto per mano della Polizia. A testimoniarlo, un video shock.

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Polizia – Lettoquotidiano.it

Un afroamericano di soli 23 anni, Robert Adams, è stato ucciso da due agenti di Polizia in California, a San Bernardino. La versione dei due, però, sono diverse rispetto a quello che ha affermato la vittima.

Afroamericano morto per mano della polizia in California

In Californa è accaduto di nuovo: un afroamericano è morto per mano della polizia. Mentre a George Lloyd è stato dedicato un vero e proprio memorial, creato su una recinzione installata a Lafayette Square, che circonda la residenza del presidente Usa,  con foto, cartelli con slogan contro il razzismo e ritratti, a San Bernardino un’altra tragedia si è consumata.

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Polizia – Lettoquotidiano.it

Già pochi giorni fa a Akron, in Ohio, un altro afroamericano 25enne, Jayland Walker, è stato ucciso per mano di otto agenti con ben 60 colpi di pistola. Il motivo? Non si era fermato dopo una constatazione di violazione stradale.

Ma il video – che ha fatto letteralmente il giro del web – aveva suscitato non poco clamore, tanto che la popolazione si era rifiutata di festeggiare il 4 luglio, festa tanto cara agli americani.

A distanza di un paio di settimane, un caso analogo in California: un 23enne afroamericano, Robert Adams, è stato ucciso da alcuni agenti di Polizia. Ecco la dinamica dei fatti.

La dinamica dei fatti

A dimostrare la dinamica dei fatti è un video che sta facendo il giro del web: le immagini mostrano chiaramente un agente aprire il fuoco pochi secondi dopo essere sceso dall’auto civetta su cui si trovava.

I due agenti in servizio – facenti parte di un’unità specializzata che indagava su un locale dedito al gioco d’azzardo illegale – avevano identificato il giovane, mentre parlava con un’altra persona.

A detta loro, il 23enne sarebbe scappato non appena li ha visti scendere dall’auto su cui si trovavano. Così uno dei due agenti avrebbe sparato e l’uomo sarebbe morto dopo poco.

La famiglia di Adams ha ammesso che sì, è vero che lui lavorava nel locale di gioco d’azzardo illegale, ma che comunque la dinamica è diversa da quello che hanno raccontato gli agenti.

Secondo loro, infatti, gli agenti non si sarebbero identificati, cosa che loro smentiscono categoricamente, anche perché erano in uniforme e quindi facilmente riconoscibili. I due inoltre hanno affermato che avrebbero impartito ordini al ragazzo prima che iniziasse a scappare e che comunque lui era armato.