Russia, la giornalista contro la guerra arrestata e poi rilasciata

Marina Ovsyannikova, giornalista russa, è diventata un’eroina, a marzo, per le sue posizioni contro la guerra in Ucraina voluta da Putin. 

Marina Ovsyannikova
Marina Ovsyannikova – lettoquotidiano.it

Ieri è stata arrestata, ma oggi è di nuovo libera.

Giornalista russa arrestata e poi rilasciata

È balzata agli onori della cronaca a marzo, precisamente il 14, Marina Ovsyannikova, giornalista russa che, nel corso del telegiornale del canale televisivo Russia 1, aveva manifestato la sua contrarietà alla guerra voluta da Vladimir Putin in Ucraina.

Il cartello, esposto in diretta nazionale, recitava in russo e in inglese: “No alla guerra, stop alla guerra. Non credete alla propaganda, vi stanno mentendo. Russi contro la guerra“, ma non era per questo motivo che venne arrestata.

Infatti, poco prima, Ovsyannikova aveva postato un video in cui criticava durante il regime di Vladimir Putin, indicandolo come l’unico artefice dell’invasione in Ucraina.

Venne subito scarcerata e condannata a pagare una multa di 500 euro oltre che licenziata. Da allora, però, sono anche iniziati i sospetti sul suo doppio gioco, ovvero sul fatto che venga pagata direttamente da Putin per dimostrare che in Russia si possa fare anche propaganda contro.

Marina Ovsyannikova
Marina Ovsyannikova – lettoquotidiano.it

Sospetti fugati, ulteriormente, venerdì, quando la giornalista si è nuovamente resa protagonista di duri attacchi contro il presidente russo.

Sempre con un cartello in mano, Ovsyannikova si è presentata da sola vicino alla sede del Cremlino e si è filmata. “Putin è un assassino, e i suoi soldati sono dei fascisti. Hanno ammazzato 352 bambini. Quanti altri ne volete uccidere prima di fermarvi?“, c’era scritto stavolta nel manifesto con alcuni immagini di bambini ucraini uccisi che ha esibito.

La “bravata”, all’ex giornalista del Primo Canale, è costata un altro giorno di carcere, ma oggi è stata liberata, ha riferito la diretta interessata.

Ovsyannikova: “Meglio portare valigie e passaporto quando si esce”

Il racconto del secondo arresto della giornalista lo ha fatto lei in persona sulla sua pagina Facebook.

Prima ha commentato quello che è successo quando è uscita “con i cani e due persone in uniforme si sono avvicinate a lei” per portarla ministero degli affari Interni di Krasnoselsky in attesa del suo avvocato. Poi il rilascio.

“Sono a casa ora. Tutto ok. È stato il “primo avvertimento della Cina. “Ma ora so che è meglio uscire di casa con borsa e passaporto, non si sa mai. Grazie al vicino che era vicino in quel momento. Mi ha portato della roba e ha chiamato il mio avvocato e i miei amici”, ha scritto sul social network Ovsynnikova.