Pavia: condannato a 20 anni per aver ucciso la compagna

Accusato dell’omicidio della compagna a Pavia, un uomo è stato condannato a 20 anni. A suo carico anche altre accuse.

Lidia Peschechera
Lidia Peschechera – LettoQuotidiano.it

Alessio Nigro, 28 anni, ha l’aggravante dei futili motivi, del furto e dell’utilizzo indebito di strumenti di pagamento perché ha speso i soldi della vittima.

Condanna per l’omicidio di Pavia

Il 28enne aveva ucciso nel febbraio dell’anno scorso la sua compagna Lidia Peschechera, 49 anni. I due stavano litigando e non era la prima volta, infatti i vicini riferiranno di una relazione abbastanza burrascosa fatta di continui scontri verbali.

Ora, dopo circa un anno, arriva la sentenza definitiva che condanna l’uomo a 20 anni di carcere non solo per aver ucciso volontariamente la donna ma anche per aver prelevato il denaro dalle sue carte e averlo speso per fini personali.

La sentenza è stata emessa proprio oggi dalla Corte d’Assise di Pavia e due settimane fa il pm Diletta Balduzzi aveva chiesto l’ergastolo.

Tuttavia, i giudici hanno riconosciuto all’imputato il vizio parziale di mente, accogliendo ciò che ha sostenuto il suo avvocato difensore.

L’uomo aveva sottolineato nei precedenti interrogatori di aver ucciso Lidia perché aveva saputo che voleva allontanarlo dalla sua casa proprio perché lui era solito avere comportamenti oppressivi e violenti, a causa anche delle sue dipendenze.

I fatti

Al culmine del litigio, Alessio Nigro ha strangolato la compagna ed è stato proprio lui a confessarlo dopo che i Carabinieri lo hanno arrestato in seguito ai vani tentativi di fuga.

La donna venne ritrovata senza vita nella vasca da bagno e il corpo era in stato di decomposizione molto avanzato poiché venne ritrovato dai Vigili del Fuoco il 15 febbraio nonostante l’omicidio risaliva al 12.

Lidia Peschechera
Lidia Peschechera – Facebook.it

Nigro è originario di Lodi e aveva provato a fuggire dopo che i Carabinieri lo avevano rintracciato in un ostello a Milano. Venne poi sottoposto al fermo per il reato di omicidio volontario e condotto in carcere a Torre del Gallo, nel pavese.

Lidia era separata dal marito e aveva da diverso tempo una relazione con il 28enne che però, soffriva di problemi di alcolismo e non aveva fissa dimora. Un ragazzo problematico che spesso aveva raptus violenti, l’ultimo dei quali appunto ha causato la morte della donna.

Al momento del fermo è stato ritrovato in possesso di molte carte della donna, infatti dopo averla ucciso aveva speso il suo denaro elettronico e anche cartaceo, inoltre si era appropriato del cellulare e delle chiavi di casa della vittima.

L’uomo ha ammesso tutti i reati, compreso il furto e l’utilizzo dei soldi della donna.