Marmolada, al via la fase 2: continuano le ricerche con i droni

Avviata la fase 2 per la gestione dell’area della Marmolada interessata. Le ricerche continueranno comunque, tramite droni.

Marmolada
Marmolada – Lettoquotidiano.it

La tragedia che ha causato la morte di ben 11 vittime non può essere dimenticata e questo è fuori discussione. Nel frattempo Il Gruppo di coordinamento tecnico della Protezione civile del Trentino, con il dirigente generale Raffaele De Col, ha stabilito l’inizio della ‘fase due’, della durata di 10 giorni, per la gestione dell’area della Marmolada.

Marmolada, al via la fase 2: la ricostruzione dell’accaduto

Cos’è accaduto quel tragico 3 luglio sulla Marmolada? In pratica, secondo le ultimissime ricostruzioni, l’acqua liquida presente sul ghiacciaio ha fatto sì che si staccasse e scivolasse a valle.

Marmolada fase 2
Vittime Marmolada – Lettoquotidiano.it

Parliamo di un terzo di una placca con una superficie di 26mila metri quadrati e si trattava tecnicamente di una placca glaciale.

L’acqua arrivava dal ghiacciaio stesso e questo è emerso dall’analisi climatico-meteorologica svolta.

Del resto la temperatura negli ultimi due mesi è stata di 2 gradi superiore alla media del periodo tra il 2008 e il 2021. E non solo, perché il trimestre che va da dicembre 2021 e febbraio 2022 è stato uno dei dieci più secchi e più caldi dal 1921.

Probabilmente è stato questo – insieme alle altissime temperature che si sono registrate nelle ultime settimane – a sottoporre il ghiacciaio ad uno stress troppo forte, tanto da rendere il suo tasso di fusione altissimo.

Così l’acqua prodotta è entrata verosimilmente all’interno dei crepacci (cioè le grandi fessure nella superficie del ghiaccio) ed hanno creato pressione sul ghiaccio sottostante mentre al contempo fungevano da lubrificante tra questo e la roccia.

Nel frattempo, sappiamo che sono state identificate ben 11 vittime e cosa accadrà alle ricerche?

In cosa consiste questa fase

I vigili del fuoco continueranno comunque a cercare reperti in quota grazie all’aiuto di alcuni droni.

E così loro – insieme ai volontari, al Soccorso alpino del Trentino, alla Polizia ed alla Guardia di finanza – potranno continuare a raccogliere materiale geolocalizzato.

A rendere sicure le ricerche sono due vedette insieme a radar interferometrici e doppler, che monitorano l’eventuale movimento del ghiacciaio.

Questo è ciò che compone in pratica la fase due delle ricerche sulla Marmolada, a cui seguirà la fase tre, in cui le ricerche saranno sospese e si valuterà se riaprire – almeno parzialmente – la montagna. Ovviamente tutto dipende dai dati tecnici che perverranno durante il monitoraggio.