Madri che uccidono i figli, da Loris Stival alla piccola Elena Del Pozzo: la lunga scia dell’orrore

La morte della piccola Elena Del Pozzo, uccisa da sua madre, ci mette di fronte all’ennesima tragedia familiare e al più atroce dei reati: l’infanticidio.

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Annamaria Franzoni-Elena Del Pozzo-Veronica Panarello – Lettoquotidiano.it

Dall’omicidio del piccolo Loris al delitto di Cogne: ripercorriamo insieme i delitti più efferati degli ultimi anni, commessi dalle madri delle giovani vittime.

Il delitto di Cogne

Era il 30 gennaio del 2002 quando Annamaria Franzoni chiese l’intervento di un’ambulanza, perché al rientro a casa – era uscita qualche secondo per accompagnare il figlio più grande alla fermata del bus – trovò il piccolo Samuele in una pozza di sangue.

“Vomita sangue”

disse la madre del bambino al telefono con un operatore.

Quando i soccorsi giunsero nella villetta a Montroz, nella piccola frazione di Cogne, la scena che si presentò ai loro occhi raccontò ben altre verità.

Il piccolo Samuele Lorenzi, 3 anni, aveva il cranio fracassato.

I sospetti degli inquirenti ricaddero quasi immediatamente sulla Franzoni, visto che il suo pigiama era macchiato non solo del sangue di Samuele, ma anche di materia cerebrale del bambino.

Condannata nel 2008 in via definitiva dalla Corte di Cassazione a 16 anni di carcere, Annamaria Franzoni ha scontato 6 anni di carcere e 5 ai domiciliari, dopodiché è tornata in libertà.

La donna si è sempre professata innocente. L’arma del delitto, probabilmente una roncola, non è mai stata trovata.

L’omicidio del piccolo Loris

Era il 29 novembre del 2014 quando il piccolo Loris Stival, 8 anni, venne ucciso dalla madre, Veronica Panarello, con delle fascette di plastica, strette intorno al collo.

La madre gettò il corpo del bambino in un canalone di contrada Mulino vecchio di Santa Croce Camerina, nel ragusano.

Alla base del delitto sembra ci fosse stata una lite con il piccolo Loris, che quella mattina aveva chiesto alla madre di non andare a scuola.

Il 21 dicembre di quello stesso anno Veronica Panarello venne arrestata con l’accusa di omicidio.

La mattina della tragedia, Veronica non accompagnò il figlio a scuola, come confermato dalle telecamere di sorveglianza, ma lo uccise e poi decise di disfarsi del suo cadavere.

Nella sua ultima versione dei fatti, Veronica Panarello tirò in ballo il suocero, Andrea Stival, accusandolo di aver ucciso il piccolo Loris, che aveva scoperto la loro relazione.

Il nonno del piccolo è stato però scagionato da ogni accusa, mentre Veronica Panarello sta affrontando un altro processo per calunnia nei confronti del suocero.

La donna è stata condannata in via definitiva a 30 anni carcere.

La tragica fine di Elena Del Pozzo

Una sequenza di bugie, per celare il tremendo reato di cui si era macchiata. Ha riferito di un commando armato e di un rapimento, ma Martina Patti, 23 anni, è stata smentita quasi subito.

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La bara della piccola Elena Del Pozzo – LettoQuotidiano.it

La giovane madre ha raccontato che lo scorso lunedì, all’uscita dall’asilo, tre uomini armati avevano rapito la sua bambina, la piccola Elena Del Pozzo, 5 anni ancora da compiere.

Una versione dei fatti che ha destato non poche perplessità negli inquirenti, che hanno interrogato a lungo la donna, crollata nelle ore seguenti alla scomparsa della figlia.

Martina ha ammesso di aver ucciso la bambina a coltellate e poi di averla seppellita, nascondendo il suo corpo in un campo incolto poco distante dall’abitazione di famiglia, a Mascalucia, in provincia di Catania.

Nelle prossime ore sarà svolto l’esame autoptico sul corpo della bambina, ma sembra ormai certo che la piccola sia stata colpita alla schiena e al collo con un coltello da cucina.

L’arma del delitto non è ancora stata trovata, ma resta un mistero anche come abbia fatto Martina Patti a fare tutto da sola.

Gli inquirenti ipotizzano la presenza di un complice, per questo nelle ultime ore stanno ascoltando parenti e amici e chiunque possa fornire informazioni necessarie a ricostruire le ultime ore della piccola Elena.