Napoli, ucciso per un parcheggio: a un anno dalla morte una marcia per ricordare Maurizio Cerrato

Maurizio Cerrato, 61 anni, venne ucciso con una coltellata al cuore, perché aveva difeso la figlia, che aveva “osato” occupare un posto auto in una strada pubblica. 

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Maurizio Cerrato – LettoQuotidiano.it

Per il suo delitto, 4 persone sono state rinviate a giudizio. Il processo per omicidio volontario aggravato inizierà il 6 maggio prossimo.

L’omicidio di Maurizio Cerrato

Ucciso per difendere la figlia durante una lite per un parcheggio. È quanto avvenuto il 19 aprile dello scorso anno in via IV novembre a Torre Annunziata, provincia di Napoli.

La vittima dell’assurda tragedia è Maurizio Cerrato, 61 anni, che lavorava come custode degli scavi di Pompei.

L’uomo era intervenuto perché l’auto della figlia era stata presa di mira da alcune persone, che le avevano bucato le ruote, perché la ragazza aveva spostato una sedia utilizzata per occupare un posto auto ai malavitosi del posto e parcheggiare la sua vettura. Il tutto su una strada pubblica.

Quando Maurizio Cerrato è arrivato in via IV novembre gli è stato teso un vero e proprio agguato.

Colpito prima con un cric alla testa, poi accoltellato dritto al cuore con un fendente mortale che lo ha ucciso, mentre 4 persone lo tenevano fermo, tutto sotto gli occhi della figlia.

Per il 61enne non c’è stato nulla da fare, nonostante il tempestivo intervento dei sanitari e la corsa all’ospedale San Leonardo di Castellammare.

Per l’omicidio di Maurizio Cerrato sono state fermate 4 persone.

Dopo il delitto, era partita una vera e propria caccia all’uomo da parte delle forze dell’ordine, che avevano visionato anche le immagini delle telecamere di sorveglianza.

Luogo del delitto
Luogo del delitto – LettoQuotidiano.it

I 4 si trovano ora nel carcere di Poggioreale.

Una marcia per ricordarlo

“Io grido il mio dolore affinché si sveglino i cittadini di Torre Annunziata. Facciamo in
modo che Maurizio non venga pugnalato una seconda volta”

queste le parole di Tania Sorrentino vedova di Maurizio Cerrato, intervenuta durante la marcia in ricordo di suo marito, che si è tenuta ieri, 19 aprile, a un anno esatto dalla scomparsa.

La manifestazione è stata voluta e promossa dal Comitato di Liberazione dalla camorra dell’area Sud di Napoli.

Per il delitto del 61enne sono imputate quattro persone, il cui processo per omicidio volontario aggravato comincerà il prossimo 6 maggio alla Corte d’Assise di Napoli.

“Nella vicenda di Maurizio Cerrato la cosa più terribile e sconfortante, al di là della gratutità e alla banalità delle motivazioni dell’omicidio, è il comportamento di coloro che c’erano hanno visto e hanno taciuto. Lasciando solo la figlia a dire come erano andati i fatti”

ha detto il Procuratore Capo, Nunzio Fragliasso.