Omicidio Carol Maltesi, l’assassino reo confesso: “Sono un vigliacco e mi vergogno”

Il legale di Davide Fontana ha spiegato che, nel corso del terzo interrogatorio nel carcere di Brescia, il suo assistito ha avuto un crollo emotivo e ha ammesso le sue colpe. 

Carol Maltesi - Davide Fontana
Carol Maltesi – Davide Fontana – LettoQuotidiano.it

Ascoltato per oltre 5 ore, il banchiere reo confesso dell’omicidio di Carol Maltesi, ha risposto alle domande degli inquirenti.

L’omicidio di Carol Maltesi

Un corpo di donna smembrato e sigillato in 5 sacchetti di plastica ha dato il via al giallo che per giorni sembrava un mistero irrisolvibile.

Il ritrovamento è avvenuto il 21 marzo scorso, nelle campagne di Borno, provincia di Brescia.

Un passante ha notato quei sacchetti e ha pensato di riporli altrove, ma quando ha cercato di sollevarli per adagiarli sul suo pick-up, ha capito che all’interno c’era un corpo di donna fatto a pezzi.

Così ha allertato i carabinieri e sono partite le indagini, per cercare di dare un nome e un volto a quel corpo.

Qualche settimana dopo la svolta: grazie ai tatuaggi sul cadavere, un uomo ha suggerito ai carabinieri che potesse trattarsi di Carol Maltesi, una ragazza di 26 anni di Sesto Calende, che da qualche mese era entrata nel mondo del porno.

La conferma che si trattasse proprio di Carol è arrivata qualche giorno dopo. Il primo a sporgere denuncia per la sua scomparsa è stato un vicino di casa, Davide Fontana, banchiere 43enne di Milano, con cui la vittima aveva avuto una breve relazione durante il lockdown.

Nella sua denuncia sono emerse però molte contraddizioni e così Davide Fontana è diventato il principale indiziato del delitto di Carol Maltesi.

La confessione

Dopo un primo interrogatorio, durato 5 ore, il banchiere ha confessato il delitto, parlando di un gioco erotico finito male.

Mentre la vittima aveva mani e piedi legate, e il capo coperto da un sacchetto di plastica, Fontana l’ha colpita con un martello, poi le ha tagliato la gola.

Dopodiché ha conservato il cadavere della ragazza in un congelatore e poi dopo due mesi – il delitto risalirebbe al 10 gennaio scorso – ha fatto a pezzi il cadavere e lo ha riposto nei sacchetti in cui è stato ritrovato il 21 marzo.

Nel corso del terzo interrogatorio nel carcere di Brescia, dove è detenuto da oltre una settimana, Davide Fontana ha risposto alle domande degli inquirenti.

“Sono un vigliacco, mi vergogno per ciò che ho fatto e per non avervi chiamato subito”

avrebbe detto al procuratore di Busto Arstizio.

Il legale di Fontana ha spiegato che il suo assistito ha avuto un crollo emotivo durante l’interrogatorio e si è detto assolutamente pentito delle atrocità commesse.

Il movente del delitto sarebbe da ricercare nell’ossessiva gelosia del killer nei confronti della vittima.

Carol Maltesi voleva rifarsi una vita e avvicinarsi al figlio di 6 anni, che vive con il papà nel veronese.

Sarebbe stato questo a scatenare la furia omicida di Fontana, che non poteva accettare un suo allontanamento.

“Davide non aveva mai accettato la rottura. Per questo motivo, credo che il delitto sia stato premeditato, non credo alla scusa del video hard finito male. Non è una cosa plausibile, Carol non ha mai fatto questi video. Io sapevo tutto”

ha raccontato il fidanzato della donna, Salvatore Galdo, che attualmente vive a Praga.