Omicidio fidanzati di Lecce, chiesto l’ergastolo per De Marco: “Ha agito con premeditazione e crudeltà”

Il pubblico ministero ha chiesto anche l’isolamento diurno per Antonio De Marco, accusato dell’omicidio di Daniele De Santis ed Eleonora Manta. 

Daniele De Santis- Eleonora Manta - Antonio De Marco
Daniele De Santis- Eleonora Manta – Antonio De Marco – LettoQuotidiano.it

L’imputato è stato ritenuto capace d’intendere e di volere. La sentenza del processo è attesa per il prossimo 7 giugno.

L’omicidio di Eleonora e Daniele

Era il 21 settembre del 2020 quando Eleonora Manta e Daniele De Santis vennero brutalmente uccisi nella loro abitazione.

I due, fidanzati da tempo, proprio quella sera avevano iniziato la loro convivenza nell’appartamento di via Montello a Lecce, in cui vennero assassinati.

A colpirli, con almeno 70 coltellate, l’ex coinquilino di Daniele, Antonio Giovanni De Marco, studente 21enne della Facoltà di Scienze Infermieristiche.

Il giovane, che aveva tenuto una copia delle chiavi di casa, nonostante non vivesse più in quell’appartamento da agosto dello stesso anno, li sorprese mentre erano a cena e li uccise. Per Eleonora e Daniele non ci fu possibilità di salvezza.

Nonostante l’arrivo dei soccorsi, allertati dai vicini di casa, per i due giovani non ci fu nulla da fare.

Il killer quella sera aveva portato con sé dei bigliettini su cui aveva tracciato l’itinerario per sfuggire dall’appartamento di De Santis, eludendo le telecamere di sorveglianza.

In qualche frame delle telecamere, la sua sagoma, cappuccio in testa e zaino in spalla, era però stata catturata.

Antonio De Marco
Antonio De Marco – LettoQuotidiano.it

Il giovane studente voleva seviziare e probabilmente punire la coppia di giovani fidanzati per la sua infelicità.

Il ritrovamento del diario e le lettere in carcere

Nei giorni seguenti al fermo di Antonio De Marco, venne ritrovato un diario segreto, scritto proprio dal giovane killer.

Da quelle pagine emergevano la solitudine e la tristezza che il ragazzo sentiva.

Dal carcere in cui è ora detenuto, De Marco ha scritto nuove pagine di diario, in cui ha messo nero su bianco i suoi sentimenti:

“QUESTO OMICIDIO È LA COSA CHE PIÙ MI SPEZZA: UNA PARTE DI ME PROVA DISPIACERE (MA SOLO QUELLO), L’ALTRA È FELICE DI AVERE DATO 60 COLTELLATE, POI C’È UN’ALTRA PARTE CHE AVREBBE VOLUTO FARE UNA STRAGE, COME SE FOSSE STATA UNA PARTITA DI GTA”.

Il ragazzo ha anche ammesso che, se non fosse stato arrestato, probabilmente avrebbe ucciso ancora:

“SE FOSSI ALL’ESTERNO, IL MIO IMPULSO DI UCCIDERE SAREBBE RITORNATO”.

Il processo e la richiesta del pm

Il 18 febbraio dello scorso anno è iniziato il processo a carico di Antonio De Marco.

Durante la prima udienza, l’unico imputato per l’omicidio dei due fidanzati di Lecce ha scelto di non presentarsi in aula, dove invece erano presenti i genitori delle due vittime, che si sono costituiti parte civile nel processo.

Proprio i genitori di Eleonora e Daniele avevano annunciato in quell’occasione che l’eventuale risarcimento al termine del processo sarà devoluto in beneficenza.

Le accuse a carico di De Marco sono di duplice omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dall’aver agito con crudeltà.

Nella nuova requisitoria che si è tenuta ieri, 5 aprile, la pm Maria Consolata Moschettini ha invocato per De Marco una condanna all’ergastolo e l’isolamento diurno per un anno.

Pm Maria Consolata Moschettini
Pm Maria Consolata Moschettini – LettoQuotidiano.it

Anche oggi, come un anno fa, l’imputato ha disertato l’aula bunker del carcere di Lecce.

“Per me ci vorrebbero due ergastoli, perché le vittime sono due, non ci sarà mai una condanna giusta per lui. Poiché è molto giovane, prima o poi uscirà dal carcere e continuerà ad uccidere”,

ha ribadito Rossana Carpentieri, mamma di Eleonora Manta.

La sentenza del processo è attesa per il prossimo 7 giugno.