Marconia, uccise il nonno a coltellate e bastonate: nipote condannata a 22 anni di carcere

Per la 28enne di Marconia, Carmen Federica Lopatriello, il pubblico ministero aveva chiesto una condanna all’ergastolo. 

Marconia
Marconia – LettoQuotidiano.it

Dopo la lettura della sentenza, l’imputata ha “pianto di gioia”, considerando la riduzione di pena che le è stata concessa.

L’omicidio di Carlo Lopatriello

Era la sera del 7 gennaio 2020 quando Carlo Lopatriello, 91 anni, fu vittima di un efferato delitto.

L’anziano venne trovato senza vita nella sua abitazione di Marconia, provincia di Pisticci, Matera.

L’esame autoptico accertò che l’uomo venne ucciso con una violenza inaudita. Carlo Lopatriello venne ucciso con 22 coltellate sferrate all’addome e 11 bastonate alla testa.

Inizialmente le indagini portarono a un nulla di fatto, fino a che il 13 luglio di quello stesso anno venne arrestata la nipote della vittima, Carmen Federica Lopatriello, 26 anni all’epoca della tragica vicenda.

Nell’immediatezza dei fatti, la giovane cercò di addossare la colpa ad altri familiari, che con l’anziano avevano un rapporto piuttosto difficile.

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, anche il figlio di Carlo Lopatriello si era allontanato dal padre per via dei continui litigi, ma non nutriva risentimento nei confronti dell’anziano genitore.

Le indagini portarono poi all’arresto della giovane. Quella sera, nonno e nipote avevano discusso per questioni di soldi.

Al culmine di quella violenta lite, Carmen Federica Lopatriello aveva ucciso il nonno, infierendo su di lui con un bastone quando era ormai esanime a terra.

Marconia, luogo del delitto
Marconia – LettoQuotidiano.it

Condannata a 22 anni di carcere

Come riferisce Fanpage, questo pomeriggio la Corte d’Assise di Potenza ha emesso la sentenza di condanna: alla nipote di Carlo Lopatriello è stata inflitta una pena di 22 anni di reclusione.

Per lei, il pubblico ministero aveva chiesto una condanna all’ergastolo.

Sembra che la giovane, presente in aula al momento della sentenza, abbia pianto di gioia, visto quanto si prospettava per lei se fosse stata seguita la richiesta del pm.

Durante il processo, l’imputata ha sempre negato di ricordare quanto avvenuto quella sera, chiedendo alla Corte che le venisse “concessa una seconda possibilità.”  

Nel corso dell’ultima udienza, che ha preceduto la sentenza di quest’oggi, la 28enne aveva infatti dichiarato al cospetto della Corte:

“Se pensate che sia stata io, vi chiedo clemenza per potermi rifare una vita, perché mi sono sempre presa cura degli altri e mai di me stessa”.

La Corte d’Assise di Potenza aveva disposto la perizia psichiatrica sulla 28enne. Il risultato dell’esame aveva confermato la sua capacità d’intendere e di volere quando uccise l’anziano nonno.