Omicidio Samira El Attar, il marito condannato all’ergastolo: “Uccisa perché viveva all’occidentale”

A Mohamed Barbri è stata anche tolta la patria potestà sulla figlia di 5 anni. Il corpo di sua moglie non è mai stato ritrovato.

Samira El Attar,

Il 41enne avrebbe strangolato la moglie al culmine di una violenta discussione.

La scomparsa di Samira El Attar

Era il 21 ottobre del 2019 quando si persero le tracce di Samira El Attar, 43enne di origine marocchina.

Quella mattina la donna accompagnò la figlia di 5 anni all’asilo, poi andò da alcuni vicini e tornò a casa.

Dopo un po’ salì di nuovo in sella alla sua bici e di lei si persero le tracce. Samira viveva con marito e figlia a Stanghella, provincia di Padova.

Il marito, Mohamed Barbri, denunciò la scomparsa della moglie soltanto il mattino dopo. I sospetti degli inquirenti si concentrarono subito su di lui.

Le ricerche del corpo di Samira sono andate avanti per mesi.

La svolta nel caso arrivò lo scorso anno, con l’arresto del marito Mohamed Barbri.

Il 1° gennaio del 2020 l’uomo tentò la fuga, scappando a Madrid con un pullman low cost. Il 13 gennaio, per Mohamed Barbri scattarono le manette.

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La condanna all’ergastolo

La Corte d’Assise di Rovigo ha condannato all’ergastolo Mohamed Barbri.

I giudici hanno tolto anche la patria potestà al 41enne. L’uomo è stato condannato anche al risarcimento delle parti civili.

Mohamed Barbri aveva più volte contestato la sua indipendenza e il suo vestire all’occidentale, mentre Samira lo rimproverava spesso perché sperperava i soldi che lei guadagnava come badante.

Nei giorni precedenti alla scomparsa della donna, i due coniugi erano stati visti litigare spesso.

Secondo gli inquirenti, Samira aveva deciso di lasciarlo. Questo avrebbe scatenato la furia omicida di Mohamed, che avrebbe strangolato la moglie per poi occultarne il corpo.