Omicidio Carmagnola: un “diploma” per il piccolo Ludovico, il bimbo di 5 anni ucciso dal suo papà

Alexandro Riccio non si era rassegnato alla richiesta di separazione della moglie e la notte del 28 gennaio scorso ha ucciso Teodora e Ludovico, tentando poi di togliersi la vita.

omicidio Carmagnola

Amici vicini alla coppia hanno raccontato di strani atteggiamenti da parte di Alexandro, che ha ucciso la moglie e suo figlio di 5 anni, poi ha tentato il suicidio.

Gli ultimi istanti di Ludovico e Teodora

Una tragedia come tante altre, custodita tra le mura di una casa che avrebbe dovuto essere un porto sicuro per una giovane mamma ed il suo bambino.

Quelle mura sono invece diventate una trappola mortale sotto gli occhi impauriti di Teodora e Ludovico, che hanno visto la loro vita spegnersi per sempre, per mano di un killer dal volto amico.

Ludovico e Teodora sono le ennesime vittime di una lista senza fine. Cinque anni lui, 39 lei, sono stati massacrati da Alexandro Riccio, coetaneo di Teodora.

La notte tra 28 ed il 29 gennaio scorsi, il 39enne ha avuto una lite furiosa con la donna. Poi ha deciso di farla finita. Ha afferrato ogni oggetto gli capitasse tra le mani ed ha ucciso il piccolo Ludovico e la moglie.

Una vera e propria mattanza quella che si è consumata tra le mura domestiche, che Alexandro aveva evidentemente programmato già da tempo.

Le parole nel biglietto di addio

Dopo aver ucciso moglie e figlio, Alexandro Riccio ha preso carta e penna ed ha scritto un biglietto per spiegare cosa lo avesse spinto a compiere quel duplice omicidio.

“Vi porto via con me”

si legge in uno stralcio del biglietto, che il 39enne ha lasciato, prima di lanciarsi nel vuoto, dalla sua abitazione al secondo piano a Carmagnola, nel torinese.

Alexandro è l’unico sopravvissuto. Trasferito in ospedale, ha riportato diverse fratture, ma non è mai stato in pericolo di vita.

A lanciare l’allarme era stato un vicino di casa, che ha sentito le urla ed ha allertato i soccorsi, ma per Ludovica e Teodora, all’arrivo dei sanitari, non c’era ormai più nulla da fare.

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La foto di Ludovico resterà sul suo armadietto: consegnato il diploma in sua memoria

Ludovico frequentava l’ultimo anno dell’asilo Ronco, nella sezione distaccata dei pesciolini.

Nell’aula che quella drammatica notte ha lasciato per sempre ci sono ancora tutte le sue cose: le sue pantofoline, il grembiulino e la foto di lui sorridente, che per volere di maestre e dirigente scolastica resterà lì, in ricordo di un bambino gioioso, amato da tutti.

“Era un bambino adorabile e ben inserito”

aveva raccontato la preside della scuola subito dopo la tragedia.

Il 4 giugno scorso, in memoria del piccolo Ludovico, è stato consegnato un diploma ai familiari del bambino, che a settembre avrebbe dovuto iniziare la scuola primaria.

Alla cerimonia era presente anche l’amministrazione comunale di Carmagnola.

La richiesta di separazione di Teodora

Stando alle testimonianze di alcune persone che conoscevano Alexandro e Teodora, il killer per qualche mese si era allontanato dalla sua famiglia.

Poi aveva deciso di tornare dalla moglie e la donna aveva cercato in tutti i modi di rimettere in piedi un matrimonio, che evidentemente era già naufragato.

Teodora aveva deciso di lasciare il marito. Ci sarebbe questa decisione dietro la furia omicida del 39enne.

Alexandro non voleva più separarsi, come ha confermato anche in quel biglietto lasciato sul comò di casa. Tra quelle righe il 39enne ha messo in luce tutte le mancanze – o perlomeno quelle che lui vedeva come tali – della moglie.

Alcuni amici della coppia hanno raccontato che ultimamente il killer aveva atteggiamenti sempre molto strani, tanto che qualcuno lo aveva invitato a darsi una regolata.

“Diceva cose abbastanza pesanti e qualcuno gli ha anche detto di darsi una regolata. Non pensavamo potesse uccidere. Pagherà per ciò che ha fatto, ma le vite che ha spento non torneranno mai più”

hanno spiegato gli amici del 39enne.

Nulla è però servito a fermare la mano omicida di Alexandro Riccio, cui viene contestata anche l’aggravante della crudeltà.