Italiani scomparsi in Messico, due poliziotti condannati a 50 anni di carcere

I due agenti sono stati anche interdetti dai pubblici uffici. La terza poliziotta imputata nel processo è fuggita durante una pausa dell’udienza.

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Si dovrà attendere la sua cattura, per la sentenza di condanna. Al momento è ancora ricercata.

La scomparsa dei tre napoletani

Era il 31 gennaio del 2018 quando Raffaele Russo, 60 anni, sparì nel nulla insieme al figlio Antonio, 25 anni, e al nipote Vincenzo Cimmino di 29 anni.

I tre, tutti originari di Napoli, era venditori ambulanti e la loro attività li aveva portati a Tecalitlan.

Figlio e nipote di Raffaele Russo si erano recati in Messico, nel comune a sud di Jalisco, per cercare il 60enne, che era sparito da diverse ore.

Il giorno della scomparsa a Daniele, fratello di Antonio e figlio di Raffaele, era arrivato un messaggio audio su Whatsapp, in cui il fratello gli diceva che, mentre stavano facendo rifornimento,  due moto ed un’auto della polizia li avevano fermati e chiesto di seguirli.

Da quel giorno, dei tre napoletani si persero le tracce.

Zio, figlio e nipote erano arrivati in Messico per vendere generatori elettrici ai contadini della zona.

I tre apponevano alla merce, che arrivava in Messico dalla Cina, marchi prestigiosi, per falsificarne la provenienza.

Proprio una di queste vendite potrebbe essergli costata la vita. La tesi degli inquirenti è che i tre napoletani scomparsi potrebbero aver venduto alla persona “sbagliata” un generatore mal funzionante.

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Le condanne

Come riferisce anche Fanpage, il Tribunale dello stato messicano di Jalisco ha condannato a 50 anni di carcere i due poliziotti,  Salomon Adrian Ramos Silva ed Emilio Martines Garcia, accusati della sparizione forzata dei tre italiani.

La terza poliziotta imputata, Linda Guadalupe Arroyo, è fuggita durante una pausa, lo scorso venerdì, e quindi si dovrà attendere la sua cattura per la sentenza di condanna.

Intanto proseguono le ricerche dei tre napoletani, che vengono considerati desaparecidos.