Coronavirus, bollettino del 8 febbraio: 7.070 casi e 307 morti

Aggiornamento sulla situazione della pandemia da Covid-19 nel nostro Paese. I dati riportati sono quelli diffusi dal Ministero della Salute.

Il bollettino di oggi 8 febbraio 2021, con gli aggiornamenti sulla situazione del Covid-19 in Italia.

Il bollettino del 8 febbraio

L’evoluzione della pandemia in Italia è monitorata regolarmente dal Ministero della Salute sul portale ufficiale. Il report divulgato ogni giorno riporta i dati riferiti alla situazione nazionale.

Dai dati si evidenzia la curva dei contagi e dei morti e la condizione degli ospedali italiani, con riferimento al numero dei pazienti sintomatici ricoverati nelle terapie intensive.

Un ulteriore dato utile per il monitoraggio riguarda il numero di tamponi eseguiti nelle 24 ore.

Di seguito tutti i dati ufficiali:

  • Nuovi Contagi: 7.070 contro i 11.641
  • Morti: 307 contro i 270 di ieri
  • Pazienti ricoverati con sintomi: -7.420
  • Pazienti in terapia intensiva: 2.143
  • Guariti: 15.082  contro i 11.380
  • Tamponi: 144.270  invece dei 206.789

Come appare dai dati, la curva dei nuovi casi è in calo rispetto a ieri, cosi come quella riferita ai pazienti guariti è in aumento rispetto alla giornata di ieri. Il dato dei tamponi è in calo rispetto a ieri.

Covid al campo rom di Roma

Trovato un focolaio di covid nel campo nomadi di Castel Romano sulla Pontina. Nella comunità nomade di 500 persone di Roma, sono risultati positivi al coronavirus 48 bambini. Risulta invece deceduto un adulto di 47 anni.

E’ stata la morte dell’uomo abitante del Villaggio della Speranza (questo è il nome del campo), che ha dato origine al controllo da parte dei medici dell’Asl, che hanno proceduto a tamponi casuali sui residenti più a rischio.

Tuttavia, per quanto l’indice di positività sia alto, nella comunità rom non viene impedito di muoversi al di fuori del campo. Infatti possono uscire ed entrare dal campo senza che siano stati approntati dei controlli.

Tracciare i contagi risulta particolarmente difficoltoso, in quanto si tratta nella maggioranza di casi di persone prive di documenti identificati, dove non c’è certezza di domicilio.

Il cluster del campo rom, come riferito anche da Leggo.it, potrebbe diventare un caso esplosivo per la giunta capitolina.

Questo, perché è ancora al vaglio delle autorità sanitarie l’eventuale ricorso al limitare i movimenti degli abitanti del campo. Si dovrà decidere se istituire una mini zona rossa nell’accampamento nomadi più grande d’Italia.

Container e roulotte sotto sequestro

Occorre ribadire che nell’area ora interessata al focolaio di covid, sono situate baracche, container e roulotte, ma che la zona in questione è attualmente sotto sequestro da parte della Procura di Roma.

In passato proprio questo che risulta essere uno dei più grandi campi rom, fu teatro di gravi reati ambientali.

Incuranti del rischio che questo apportava alla città, nel campo furono appiccati roghi tossici e sparsi rifiuti velenosi, tanto che le falde idriche che corrono sotto il terreno sono risultate inquinate dal percolato che fuoriesce dai cumuli di immondizia presente nella zona.

Senza contare che, nel campo nomade di Castel Romano sono molti gli  iscritti nelle scuole elementari e medie di Spinaceto, Tor de’ Cenci e dell’Eur.