Coronavirus, bollettino del 27 marzo: 969 morti, mai così tanti dall’inizio della pandemia

Ancora assente il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, alla lettura del consueto bollettino sull’emergenza coronavirus.

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Il bollettino del 27 marzo: tutti gli aggiornamenti sulla pandemia del coronavirus.

Il bollettino del 27 marzo

Un vero e proprio bollettino di guerra quello che, questo pomeriggio, è stato diffuso dal Dipartimento della Protezione Civile sull’emergenza coronavirus.

Il numeri dei decessi registtrati oggi è il più alto dall’inizio della pandemia: sono 969 i pazienti deceduti in questa giornata. Cresce anche il numero dei camici bianchi che hanno pagato con la vita la loro posizione in prima linea: sono 46 i medici deceduti finora per il coronavirus.

In totale sono 66.414 gli attualmente positivi, con un incremento rispetto a ieri di 4.401. Nella giornata di ieri l’incremento era stato di 4.492.

Il numero complessivo delle persone contagiate – comprese le vittime ed i pazienti guariti – ha raggiunto gli 86.498.

Sono quasi una 80ina, invece, i pazienti trasferiti dalla Lombardia agli ospedali di altre regioni che hanno più posti letti nei reparti di terapia intensiva, ormai saturi nella regione più colpita dalla pandemia.

Proprio in Lombardia il totale delle vittime ha raggiunto quota 5.402, ma il governatore Fontana si è detto relativamente ottimista. Stando alle sue considerazioni, la dinamica dei contagi nella sua regione sarebbe in fase di consolidamento, dopodiché dovrebbe inizaire la discesa.

Proseguono i controlli anti-contagio

Proseguono intanto i controlli da parte delle forze dell’ordine per limitare l’espandersi dell’epidemia del Coronavirus in Italia. Soltanto nella giornata di ieri sono state 1.515 le persone denunciate per non aver rispettato le disposizioni del governo.

Un centinaio le persone denunciate per aver violato il divieto di lasciare le proprie abitazioni perché sottoposte ad isolamento forzato in casa.

Molte ancora le attività commerciali rimaste aperte, nonostante gli obblighi di abbassare le saracinesche. Sono state 11 le attività che, oltre ad essere sanzionate, hanno dovuto chiudere i battenti.