Brexit, Boris Johnson ottiene il via libera: elezioni anticipate il prossimo 12 dicembre

Via libera alle elezioni anticipate, richieste dal leader Tory, Boris Johnson, per decidere il destino della Brexit

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Si andrà al voto il 12 dicembre per la Brexit. Cosa succederà ora?

Il destino della Brexit

Appena due giorni fa il premier Boris Johnson aveva chiesto elezioni anticipate. Il no della Camera dei Comuni inglese, dovuto alla bocciatura dell’opposizione laburista, aveva impedito che si raggiungesse il quorum di due terzi, necessario per far avanzare la richiesta e rompere l’impasse sulla Brexit.

Una priorità quella di far uscire il Regno Unito dall’Unione Europea da sempre palesata dal Governo Tory di Boris Johnson.

Johnson ottiene il via libera

Dopo la proroga accordata da Bruxelles sull’uscita di Londra dall’Ue, si terranno il prossimo 12 dicembre le elezioni anticipate, chieste dal governo Tory di Boris Johnson.

La richiesta di Johnson è stata accolta con un sì anche delle opposizioni, incluso Jeremy Corbyn. Il testo ha ottenuto 438 voti a favore e solo 20 contro. La Camera dei Comuni ha bocciato la proposta dei Labour sulla volontà di votare il prossimo 9 dicembre. Le elezioni anticipate si svolgeranno il 12 dicembre; 295 deputati hanno votato a favore del laburista Jeremy Corbyn, 315 hanno votato contro.

Il prossimo passo è il voto dei Comuni, che porterebbe poi il testo nelle mani della regina per essere firmato.

La decisione delle elezioni anticipate è stata ufficializzata dallo stesso Labour di Jeremy Corbyn, che ha fatto cadere le ultime, residue resistenze del suo partito:

“ho sempre detto che eravamo pronti alle elezioni a patto che una Brexit no deal fosse fuori dal tavolo”.

Intanto, il leader Tory sembra partire in netto vantaggio nei risultati dei sondaggi. Il partito di Johnson è, infatti, dato al 36% contro il 23% dei laburisti di Jeremy Corbyn. Il 43% degli intervistati ha indicato Boris Johnson come il più adatto alla poltrona di premier, mentre solo il 20% ha palesato la sua preferenza per Jeremy Corbyn.