Omicidio Lulli, sgozzato per gelosia: emerge il verdetto della Cassazione

Omicidio Lulli: per ragazzo di 17 anni sgozzato da due ventenni per gelosia a Pesaro, la Cassazione ha emesso il verdetto

Omicidio Lulli
Omicidio Lulli

L’omicidio di Ismaele Lulli rimbomba ancora nelle nostre menti, dapprima scomparso e poi ritrovato sgozzato dopo essere stato buttato come spazzatura. Cosa ha deciso la Cassazione?

Il brutale omicidio di Ismaele

Era luglio del 2015 quando Ismaele scompare da Pesaro, senza lasciare nessuna traccia. Frequentava l’Istituto alberghiero e viveva con madre e sorella.

Pochi giorni dopo il suo corpo è stato trovato a Sant’Angelo Vado – vicino Urbino – buttato dentro un dirupo come spazzatura.

Sgozzato, con un taglio profondo alla gola e senza un motivo valido perché fosse accaduta una cosa simile: era un ragazzo di buona famiglia, educato e senza alcun precedente.

I Carabinieri hanno fermato sin da subito due ragazzi di 19 e 20 anni, origini albanesi, che hanno fatto alcune ammissioni dopo essersi resi conto del terribile gesto.

Ismaele è stato ucciso per una semplice gelosia da parte di uno dei due ragazzi, nei confronti della sua fidanzata.

La decisione della Cassazione sui due killer di Lulli

Igli Meta e Marjo Mema sono i due killer di Ismaele, attratto nella sua trappola mortale per via di un sms – inviato proprio dalla fidanzata di Meta che chiedeva un incontro.

La vittima non ha trovato la ragazza ma i due killer, pronti a fargli capire che non avrebbe dovuto fare il furbo con la fidanzata di un altro. Lo hanno preso, legato a una croce per poi accoltellarlo e sgozzarlo senza alcuna pietà.

I due sono stati condannati all’ergastolo come da decisione della Corte d’Assise di Ancona – con l’accusa di omicidio volontario aggravato da crudeltà e sevizie.

Ora la Cassazione ha confermato l’ergastolo per i due giovani killer, condannati al pari delle accuse di cui sopra.